Mazzarri:"Voglio aprire un ciclo al Toro!" - IL TORO SIAMO NOI
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Mazzarri:”Voglio aprire un ciclo al Toro!”


A Tuttosport Walter Mazzarri ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha esposto il segreto della solita difensiva dei granata, ma nella quale ha voluto ricordare anche il suo passato all’Inter. Ecco le sue parole: «L’organizzazione tattica è fondamentale per me. Perché consente di far giocare molto meglio la squadra. Fa migliorare il rendimento dei singoli e del collettivo. Io in carriera ho dimostrato di poter mandare in campo una squadra capace di segnare tanti gol anche senza bomber veri in rosa. E quest’anno è vero che Belotti finora non ha segnato tantissimi gol, ma abbiamo già portato al gol ben 12 giocatori. Con il mio gioco tutti i giocatori possono sperare di segnare. Cosa viene prima di tutto? La solidità difensiva».

«Che è come un piedistallo indispensabile per appoggiarci sopra la fase offensiva. Io mi preoccupo della solidità difensiva in primo luogo perché se non pigli gol come minimo fai un punto. E puoi sperare di segnare anche in extremis. Non ti demoralizzi mai. E ricordo che tutte le squadre che hanno vinto lo scudetto avevano una ottima fase difensiva. Non sempre, invece, avevano il miglior attacco del campionato. Una buona organizzazione tattica infonde nei giocatori forza, fiducia, serenità, garanzie. In carriera le mie squadre hanno sempre fatto qualcosa in meglio rispetto a quanto la gente potesse pensare a inizio campionato».

«Anche all’Inter, l’unica società che poi mi ha esonerato: ma a posteriori mi hanno riconosciuto tutti i miei meriti. Aprire un ciclo al Torino? E’ il mio desiderio. Io qui sto da Dio. Ma non scordo le gerarchie. Non sono io il presidente. Cairo e io ci siamo detti cosa vogliamo fare, quando ci siamo messi d’accordo un anno fa. Se sono qui, è perché voglio fare qualcosa di importante anche col Toro. Un altro bel ciclo. Dopo l’Inghilterra, io non avevo bisogno di lavorare a tutti i costi.

Mazzarri ha poi aggiunto: «La mia è stata una scelta ricca di motivazioni. In Italia potevo tornare solo andando nel Toro. Era l’unica squadra adatta per me. E mi affascinava. E siccome Cairo mi studia da 10 anni, se mi ha preso è perché anche lui pensa di fare qualcosa di importante con me. La mia carriera parla. Cairo sa chi sono e come lavoro e dove posso arrivare, al fianco di un buon presidente. Quale lui è. Difatti parlammo anche di questo, prima di firmare»