Sky,un salasso per gli abbonati

Un anno fa, il meglio della Serie A (tutte le partite delle migliori 8 squadre) e l’intera Champions League costavano 36 euro al mese su Mediaset Premium. Da quest’anno, si spenderà molto di più. Per i tifosi italiani è una sorpresa amara: dal prossimo campionato per avere tutte le partite del campionato si spenderà il 52% in più. Sky, infatti, dopo anni di pressioni, ha convinto la Lega a vendere i diritti tv in esclusiva per fasce orarie e si è aggiudicata 7 incontri per ogni giornata di campionato.

Tuttavia, il prezzo per gli abbonati è rimasto identico: 15,2 euro al mese a cui vanno aggiunti 33,4 euro al mese per i pacchetti baseobbligatori e l’alta definizione. Insomma con gli stessi 48,6 euro di un anno fa si vedono 116 partite in meno. Per acquistarle serve un abbonamento a Dazn, l’Ott di Perform che proverà a rivoluzionare il mercato italiano: il costo mensile è 10 euro, 8 per gli abbonati Sky che – quindi – per seguire l’intero campionato spenderanno 56,6 euro al mese.

E’ il prezzo dell’esclusiva – dicono gli addetti ai lavori. La realtà dei fatti è che chiusa l’esperienza di Mediaset Premium che offriva un prodotto low cost, gli appassionati non hanno alternative: dal duopolio si è passati al monopolio. Con il paradosso che la Serie A dai diritti interni ha incassato appena il 5% in più (il vero successo è arrivato da quelli venduti all’estero) e a pagarne il conto saranno – ancora una volta – gli utenti.

D’altra parte era impossibile immaginare che Sky rivedesse al ribasso il proprio listino: senza l’unico concorrente che ha avuto negli ultimi 10 anni non né avrebbe avuto alcun motivo. E, come se non bastasse, i costi della piattaforma satellitare di Rupert Murdoch sono letteralmente esplosi: solo per i diritti legati al calcio (Serie A, Champions League ed Europa League), la società spenderà poco più di 1,1 miliardi di euro l’anno. Ai 210 milioni in più per il campionato, infatti, si sono aggiunti 335 milioni per le coppe europee.

Insomma, le spese fisse di Sky – che nel frattempo ha chiuso i canali Fox Sport lasciando a casa una ventina di giornalisti – saliranno di circa 500 milioni di euro l’anno. Con una spesa media mensile per abbonato (Arpu) di circa 43 euro servono oltre 900mila nuovi utenti solo per coprire i nuovi costi (al netto, quindi di tutte le spese di produzione). E’ evidente, dunque, che la società non potesse tagliare i prezzi degli abbonamenti. Per vedere 7 partite a settimana e anche le coppe europee, quindi, servono 63, 8 euro (certo c’è da considerare che il pacchetto sport di Sky include anche tennis e Formula 1, tra le altre cose). Un cifra che sale a quasi 72 euro per avere tutto il campionato.

Il nuovo processo di vendita fortemente voluto da Sky si scarica quindi interamente sui consumatori. Gli unici a risparmiare qualcosa sono le poche decine di migliaia che avevano il doppio abbonamento Sky-Mediaset. Per il colosso della pay tv, però, si tratta di una sfida fondamentale per la propria sopravvivenza: gli abbonati alle varie piattaforme sono sostanzialmente stabili da quattro anni e – compresi i locali pubblici – faticano a raggiungere quota 7 milioni. Gli ultimi anni hanno dimostrato che la Champions League non è sufficiente a spostare clienti da una parte all’altra: Sky non ne ha persi quando è rimasta senza coppe, Mediaset non ne ha guadagnati. Perché dovrebbe succedere ora?

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