Lazio-Toro: Lotito carica i suoi,nessun favore al nemico Cairo

Il derby, gli Inzaghi e Lotito vs Cairo. Se tre indizi fanno una prova, il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, può stare tranquillo: la Lazio oggi con il Torino giocherà una partita vera. Il numero uno dei campani, in lotta per la retrocessione con i granata, aveva esternato dei timori per l’atteggiamento che avranno i biancocelesti, ormai senza stimoli di classifica e delusi per il mancato piazzamento Champions. Una preoccupazione lecita, se si considera il modo in cui la Lazio è entrata in campo contro Parma e Roma. Ma proprio in virtù delle ultime due deludenti prestazioni, Vigorito deve essere sicuro che oggi la Lazio “onorerà il campionato”, come ha detto Simone Inzaghi. Dopo aver fallito l’obiettivo quarti posto, a Formello nessuno è stato risparmiato dalle critiche: dirigenza, staff, giocatori. Sono finiti tutti sott’esame e la gara odierna può essere l’occasione giusta per iniziare a voltare pagina. Anche perché la squadra biancoceleste, che il 2 marzo era all’Olimpico per aspettare invano l’arrivo del Torino, è rimasta amareggiata e scottata per la vicenda. E la vuole chiudere definitivamente con una vittoria sul campo.

Ci sono altre due ragioni che rendono ricca di stimoli la gara odierna. Ovviamente il primo riguarda Simone Inzaghi, che vuole regalare al Benevento del fratello Pippo l’ultima occasione per raggiungere la salvezza. Se il Torino dovesse infatti fare un punto oggi all’Olimpico, il Benevento sarebbe matematicamente retrocesso. Altrimenti si giocherà tutto nello scontro diretto di domenica proprio in casa dei granata. Simone e Pippo sono molto legati, quasi in maniera viscerale, e c’è da mettere la mano sul fuoco che il tecnico della Lazio chiederà il massimo impegno al suo spogliatoio. Come ha fatto il presidente Lotito, ieri sera nel ritiro biancoceleste per ribadire alla squadra di non mollare.

Si aspetta una reazione forte, Lotito, infuriato sabato dopo il ko nel derby. Si è fatto sentire e anche lui vuole conquistare sul campo i tre punti: per battere Urbano Cairo – il rivale di sempre, a livello di politica sportiva – e costringerlo a giocarsi la permanenza nella massima serie in 90′ di fuoco. La vicenda per la partita fantasma non giocatasi il 2 marzo è solo l’ultimo capitolo di una lunga faida (qui l’analisi completa sulla loro controversia) destinata a perdurare nel tempo. Insomma, se tre indizi fanno una prova: tutto lascia pensare che la Lazio giocherà una partita vera contro il Torino.