Belotti simbolo,ma questo Toro è troppo piccolo per il suo Capitano - IL TORO SIAMO NOI
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Belotti simbolo,ma questo Toro è troppo piccolo per il suo Capitano

Lo spirito proprio del Torino, tramandato di generazione in generazione, lo conosciamo tutti: combattivo, battagliero e mai domo, il modo migliore per affrontare i momenti difficili senza paura e a testa alta. O, meglio ancora, a cresta alta.

Sì, quella del ‘Gallo’ più amato dal popolo granata, che probabilmente incarna alla perfezione questo spirito: Andrea Belotti si sta consacrando come uno dei migliori bomber italiani, in una ‘lotta’ tra amici con Immobile per un posto da titolare nell’undici dell’Italia

 guidata da Roberto Mancini.

Non solo i goal come tratto distintivo per l’attaccante nato 27 anni fa a Calcinate, in provincia di Bergamo: dalla sua anche una voglia tremenda di spaccare le porte avversarie, un surplus di carica agonistica che lo rende uno dei più amati dai tifosi, da sempre ‘attenti’ a scegliere con cura le proprie bandiere.

Una bandiera, nonostante l’età ancora giovane, Belotti lo è già: è lui il punto di riferimento tecnico di un Torino che fatica enormemente a risalire, attualmente ultimo in classifica insieme al Crotone e reduce da una stagione precedente conclusa con la salvezza, raggiunta dopo tanti stenti e l’incubo di una retrocessione che avrebbe scatenato una rivoluzione tecnica senza precedenti.L’articolo prosegue qui sottonull

L’impressione, come accade in casi del genere, è che il Torino non sia più pronto per Belotti: questa deludente dimensione starebbe stretta a chiunque, non al ‘Gallo’ che non demorde e spera nel ritorno di tempi migliori dopo averne fatto una questione di fede e di sangue, rigorosamente a tinte granata.

Sì, poiché di occasioni per cambiare aria ce ne sono state e, probabilmente, ce ne saranno nelle sessioni di mercato a venire: quella più consistente è arrivata dall’Inghilterra, con le sirene del Manchester United ad emettere un suono sinistro per i timpani dei tifosi piemontesi.

E’ il dicembre 2016 quando Cairo annuncia il rinnovo di Belotti fino al 2021: un accordo dovuto, un segno di riconoscenza per tutti i goal fatti e un’esplosione inattesa o quasi. Ma anche un modo per blindarlo definitivamente: all’interno del contratto (poi allungato fino al 2022) è presente una clausola rescissoria monstre da 100 milioni di euro, superiore anche ai 90 che pochi mesi prima la Juventus ha esercitato per strappare Higuain al Napoli.

Una cifra che ora potrebbe sembrare ‘normale’, non in quel preciso periodo storico dove le spese folli del PSG per accaparrarsi Neymar e Mbappé non si sono ancora viste. Eppure quei 100 milioni non spaventano il Manchester United di Mourinho, grande estimatore del ‘Gallo’ e della sua inconfondibile vena realizzativa.

I tabloid inglesi sono scatenati e parlano di offerta pronta da essere recapitata a Cairo: 84 milioni di sterline, pari esattamente ai 100 milioni di euro previsti dalla clausola. Per i tifosi torinesi si prospetta l’ennesima delusione, l’ennesima ripartenza da zero, l’ennesimo addio ad uno dei loro gioielli.

Mourinho sembra voler fare sul serio per puntellare un attacco che può già contare su autentiche stelle come Zlatan Ibrahimovic e Wayne Rooney, oltre a giovani in rampa di lancio come Marcus Rashford e Anthony Martial. Un attacco che però non potrà contare su Belotti, il cui trasferimento ai ‘Red Devils’ non si concretizzerà.

La proposta economica tanto millantata, infatti, non giungerà mai sulla scrivania di Cairo che, con sommo piacere, riuscirà a trattenere il giocatore e a sedare gli accenni di rivolta di una tifoseria vogliosa di ritornare ai fasti di un tempo, quando la qualificazione europea era solo l’obiettivo minimo stagionale.

In realtà, l’interesse del Manchester United si è manifestato anche in seguito e a più riprese, ma senza quel fervore che caratterizzò la sessione invernale del calciomercato 2016/2017, l’ultima delle quali la scorsa estate con Solskjaer che però non ha mai affondato il colpo decisivo per far traballare le certezze di Cairo.

Oggi, con il Torino in estrema difficoltà e in piena zona retrocessione, la presenza di Belotti appare come un lusso che rischia di divenire insostenibile qualora la situazione di classifica dovesse precipitare nelle prossime settimane. La speranza dei tifosi è che si possa assistere ad una risalita verso zone più nobili, il che aumenterebbe le chance di permanenza del loro capitano: anche oltre il 2022, magari con un altro rinnovo che allontanerebbe lo spettro dell’addio per l’ennesima volta.

Fonte goal.com