Si allarga il fronte delle squadre che non vogliono giocare

Si preannuncia un’assemblea di Lega Serie A piuttosto accesa. È in programma prima dell’incontro tra Figc e ministro Spadafora.Il responsabile del dicastero dello Sport ha detto che non ci sono certezze né per il sì alla ripresa degli allenamenti il 4 maggio né per la fine del campionato. E ha aggiunto: il calcio non abbia questa illusione. Dichiarazioni che sono state precedute, in mattinata, da quelle del ministro della Salute Roberto Speranza: «Sono un appassionato di calcio ma in questo momento non mi sembra che sia la priorità del Paese». Va ricordato anche il comunicato dell’associazione calciatori che hanno espresso un sì condizionato al ritorno in campo. Due le condizioni: che venga garantita loro la sicurezza sanitaria ma senza il ricorso ad alcuna corsia preferenziale ossia alcun trattamento privilegiato rispetto ai cittadini. Il riferimento è ai tamponi cui dovrebbero essere sottoposti i calciatori.

In questo clima si terrà stasera l’assemblea di Lega. Assemblea cui i club arrivano quasi spaccati a metà. Le prime indiscrezioni riferiscono di sette club contrari alla ripresa. Si tratta di Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Genoa e Cagliari. Hanno firmato un documento. È tutto più o meno noto. Sia Cairo sia Cellino sono stati espliciti. I sette club si chiedono quali effetti giuridici subirebbero club e calciatori se qualche atleta dovesse essere contagiato alla ripresa del torneo.

«L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club che si è assunto il rischio di prosecuzione pur in presenza di un rischio incalcolabile».

Ufficialmente i club sono sette. Ma a questi potrebbero aggiungersi la Fiorentina, la Roma e l’Inter. Si arriverebbe così a una spaccatura perfetta. Il Napoli è sempre stato orientato a giocare ma il club non ha una posizione preconcetta, non può essere annoverato tra gli oltranzisti, è pronto con serenità a partecipare e ad ascoltare la discussione.

In questo clima di spaccatura, ovviamente, è giocoforza più blanda la pressione sul ministro Spadafora. Va anche ricordato la posizione scettica del presidente del Coni Malagò.

Ufficialmente il Consiglio di Lega Serie A (non l’Assemblea) “ha confermato all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori”.


One comment on “Si allarga il fronte delle squadre che non vogliono giocare
  1. Carlotta ha detto:

    La lega è da censurare pensa solo ai soldi vergognosi le città sono piene di morti che partono per i cimiteri da soli

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