Tare:”Riprendere il campionato per le vittime”


Obiettivo primario: terminare la Serie A per non arrivare al collasso. Questa è l’idea di Igli Tare, direttore sportivo della Lazio. In un’intervista rilasciata al canale tedesco ‘Sport1’ e riportata dal ‘Corriere dello Sport’, il braccio destro di Lotito ha dichiarato che la stagione va finita in campo, quando il Coronavirus sarà battuto.

“La stagione deve essere portata a termine. Il campionato deve andare avanti per rispetto dei morti e di tutti i tifosi. I tempi non sono ancora maturi per decidere la cancellazione. Il numero di persone infette sta diminuendo e interrompere la stagione sarebbe ingiusto”.

Giocare per rispetto, ma giocare anche per necessità. Tare spiega che un’eventuale stop – e conseguentemente stop agli introiti da diritti tv – rischierebbe di portare il sistema in una profonda crisi.

“Per il calcio italiano fermarsi qui sarebbe un disastro. Proveremo ad evitare che questo accada con tutte le nostre forze. Nel calcio italiano oltre il 75% dei club finanzia il proprio budget attraverso i diritti tv, se questi ricavi non dovessero esserci, si arriverebbe al collasso”.

Anche i giocatori biancocelesti hanno preso posizione e attendono solo il via libera per tornare in campo, ad allenarsi e a giocare. Insomma, il ritorno alla normalità.

“Vorremmo tornare alla normalità e questo significa anche allenarci. I giocatori non attendono altro, aspettano solo il momento in cui possa tornare tutto normale anche all’interno del club. A quel punto bisognerà ritrovare lentamente la forma e uscire da questo momento horror il prima possibile”.

Se la Serie A dovesse finire regolarmente, una volta che il paese è uscito dall’emergenza sanitaria, la Lazio non si aspetta ingenti danni sul prossimo bilancio. Lo spiega la stessa società biancoceleste, all’interno del comunicato ufficiale con cui ha diramato i risultati economici dei primi sei mesi dell’esercizio 2019/20. “Nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio”, si legge.

All’interno del comunicato, la Lazio ha poi dedicato un ampio capitolo al tema Coronavirus:

“Come noto, a partire dal mese di gennaio 2020, lo scenario nazionale e internazionale è stato caratterizzato dalla virulenza di una pandemia derivante dalla diffusione del virus “Covid 19” e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento, poste in essere da parte delle autorità pubbliche dei paesi interessati e nello specifico dal Governo Italiano. Il Consiglio Federale della FIGC, tenutosi in data 9 marzo 2020, ha decretato la sospensione delle competizioni sportive calcistiche sino al 3 aprile 2020. Tale situazione non permette di conoscere le reali conseguenze di carattere patrimoniale ed economico sulla seconda parte della stagione sportiva”.

“In particolare, nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio. Tale orientamento è considerato dai Consiglieri di Gestione probabile anche in considerazione di quanto anticipato dal presidente della UEFA che ha dichiarato che la conclusione dei campionati nazionali deve avere la precedenza rispetto alle competizioni europee e che le opzioni ad oggi immaginabili sono la ripresa dei campionati nazionali a metà maggio, inizio giugno e fine giugno. È importante però segnalare che la pandemia che ha colpito il nostro Paese ha causato un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ad oggi completamente prevedibili. Le potenziali ricadute economiche saranno oggetto di costante monitoraggio nel prosieguo dell’esercizio”.

“Con riferimento alle attività patrimoniali la cui recuperabilità è annualmente verificata attraverso impairment test o determinazione del fair value, non si ravvedono elementi di criticità dovuti alla crisi sanitaria e al conseguente rallentamento dell’economia nazionale, in quanto supportate da contratti esistenti o da valutazioni al momento non direttamente legate al contesto emergenziale (i.e. library, asset immobiliari). Inoltre, il valore dei diritti alle prestazioni dei calciatori che costituiscono la parte significativa del capitale investito netto non dovrebbe risentire in modo significativo dei crisi sanitaria. Si segnala a tal proposito che non sono stati riscontrati casi di contagio all’interno della rosa”.

“Tuttavia anche negli altri scenari legati alla prosecuzione del campionato di calcio di serie A ad oggi esaminati dagli organi competenti e ritenuti accettabili, i Consiglieri di Gestione ritengono non vi siano temi di continuità aziendale e/o di recuperabilità dei beni patrimoniali”.


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