Cairo risponde alla contestazione:”Se vendessi il Toro ve ne pentireste”


La contestazione ha ripreso fiato, neanche le vittorie erano riuscite a sedare,quella contro la società e in particolare verso il presidente Urbano Cairo. Lo stesso presidenteha risposto a diversi commenti dei tifosi sotto ad una foto d’archivio con i figli, dicendo la sua su tanti argomenti controversi. Queste le sue risposte:

“Ho mortificato le speranze di una tifoseria? Posso sempre rimediare. Ora le cose sono molto cambiate, l’anno scorso abbiamo fatto settimi…”

“Credevate in me? Eravamo appena tornati in A ed ero stato giustamente contestato. L’anno scorso invece siamo arrivati settimi che non è niente male considerando che chi è arrivato prima fattura 2-3-4-5 volte noi. Ad eccezione dell’Atalanta”

“Vendere? Ve ne pentireste: quando sono arrivato il Toro aveva fatto in B sette dei dieci anni precedenti. L’anno scorso invece siamo arrivati settimi”

“Daspo in curva Primavera? Io non c’entro niente: ho sempre accettato le critiche, mai avrei voluto che un tifoso del Toro fosse daspato”

“Il Delle Alpi era uno stadio da 60.000 posti con 15.000 posti in Curva Maratona. Il Grande Torino ha 6000 posti in Maratona questa è la spiegazione del calo di affluenza.”

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Il Toro ancora sotto attacco dei suoi tifosi. La contestazione contro la società ormai dura da tempo e neanche le tre vittorie di fila di settimana scorsa contro Roma, Genoa e Sampdoria, unite alle parole degli idoli Sirigu e capitan Belotti, sono state capaci di spegnere le polemiche. Riaccese questo weekend sui social dopo la rimonta subita dal Sassuolo. Dai tweet durissimi post partita, in particolare verso Mazzarri sul cambio Verdi-Laxalt, ai commenti su Instagram sul profilo di Urbano Cairo. Che ieri sera, domenica 19 gennaio, ha caricato due foto di famiglia. Una a tavola in famiglia a Milano e una all’Olimpico, rispettivamente di 12 e 7 anni fa. La reazione dei tifosi? Dure critiche, anche se nei limiti della civiltà (cosa non scontata, oggi, sui social). A cui il presidente del Torino, questa volta, ha deciso di rispondere.

Sui social

«Qui credevamo ancora in te, ora sta a te recuperare o passare» gli scrive Fabrizio. E la risposta di Cairo non tarda ad arrivare: «Credevate in me? Eravamo appena tornati in A ed ero stato giustamente contestato. L’anno scorso invece siamo arrivati settimi che non è niente male considerando che chi è arrivato prima di noi fattura 2/3/4/5 volte noi. Ad eccezione dell’Atalanta». L’abbonato in curva Giuseppe, invece, lo pungola sullo stadio, sul mercato e sugli obiettivi stagionali: «Quasi mi sta passando la voglia di andare allo stadio, mi spiega perché non si prendono provvedimenti a centrocampo? Ci meritiamo di più del settimo posto». A lui Cairo risponde con un criptico: «Quando arrivai nei 10 anni precedenti il Toro era stato 7 anni in B…». E, quando gli ricordano la scarsa affluenza dei tifosi allo stadio, replica ancora: «il Delle Alpi era uno stadio da 60.000 posti con 15.000 posti in Maratona. Il Grande Torino ha 6000 posti in Maratona questa è la spiegazione del calo di affluenza».

La replica del presidente

Non è finita: a chi lo accusa sulla polemica sul Daspo dato ai tifosi della Primavera replica a tono: «Io non c’entro nulla e ho sempre accettato le critiche, i fischi, le contestazioni. Mai vorrei che un tifoso del Toro fosse daspato anche se mi contesta». Ad Andrea, che gli chiede di vendere, scrive sicuro: «Guarda che poi te ne pentiresti…». Anche perché sotto, in un altro commento, risponde: «Ho mortificato un’intera tifoseria? Posso sempre recuperare» ricordando ancora il settimo posto e gli anni bui del Toro prima della sua gestione. Parole di chi non vuole mollare, sicuramente più eleganti di quelle del 9 luglio 2018 quando, preso in giro sotto una foto di una festa organizzata da Dolce&Gabbana, rispose «Sei un c…».

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