Toro senza carattere,un pareggio così è peggio di una sconfitta


Se l’obiettivo era quello di ricostruire il rapporto con ambiente e tifosi, magari con l’aiuto di una vittoria convincente che mettesse alle spalle definitivamente il periodo buio in cui il Torino era approfondito, la missione è fallita clamorosamente. La partita del Bentegodi contro il Verona ha infatti palesato preoccupanti limiti di tenuta caratteriale, che una squadra con gli obiettivi del Torino e che proprio sulla concentrazione e la mentalità deve costruire le proprie fortune, sono assolutamente imperdonabili. Soprattutto in considerazione del tecnico che i granata li guida, quel Walter Mazzarri che del carattere delle sue squadre ha sempre fatto in maniera più che lecita un motivo di assoluto vanto. Il ribaltone subito nella fase finale di una partita che sembrava già vinta è difficile da accettare e palesa più i demeriti di un squadra che ha staccato la spina pensando di avere portato a casa la posta piena, che i meriti comunque importanti di chi non solo non ha mollato, ma ha avuto anche la forza di crederci sino a perseguire il risultato fino all’ultimo respiro. Riflessioni da approfondire per comprendere cosa cambiare, perché qualcosa che non funziona, nonostante le ultime settimane, è evidente che ci sia ancora da lavorare.
Vincere a Verona, quest’anno, non sarà facile per nessuno ma se hai la bravura di andare avanti 3-0 e ti fai rimontare in pochi minuti tre gol significa che questa squadra non è scarsa ma viaggia con l’interruttore. On/Off. Non puoi uscire dal campo sullo 0-3 perché il calcio è strano e le squadre di Juric non mollano mai. Alla gara di ieri del Toro non c’è spiegazione se non quella che ogni anno che tornerai al Bentegodi i giornalisti parleranno di quel famoso precedente quando vincevi 3-0 e hai pareggiato 3-3. Tra trent’anni ne parleranno ancora i nostri figli e i nostri nipoti perché a volte è meglio perdere con onore che pareggiare disonorando la maglia che indossi.


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