Lentini lancia un appello a Cairo - IL TORO SIAMO NOI
Lentini lancia un appello a Cairo - IL TORO SIAMO NOI
Lentini lancia un appello a Cairo - IL TORO SIAMO NOI
Lentini lancia un appello a Cairo - IL TORO SIAMO NOI
Lentini lancia un appello a Cairo - IL TORO SIAMO NOI

Lentini lancia un appello a Cairo


Gigi Lentini ha parlato alla Gazzetta dello Sport.

Le piacerebbe rientrare nel Toro?

“Sì. Anzi mando un messaggio al presidente Cairo: mi sento pronto per fare qualcosa nel Toro, in società. Forse lui non vede bene il rientro delle bandiere ma proviamo a incontrarci, può nascere qualcosa di buono”.

Cosa è stato per lei il Toro?

“Tutto. Una mamma. Mi ha reso un giocatore di alto livello. Sarò sempre grato al Toro”.

La sua cessione al Milan fu il primo colossale affare miliardario del calcio: fu un po’ il Cristiano Ronaldo della sua epoca?

“Non voglio esagerare ma, con le dovute proporzioni, io sono stato di più perché in quegli anni era impensabile l’acquisto di un calciatore a quelle cifre: oggi è normale spendere 70, 80, 100 milioni per un giocatore, quasi più nessuno ci fa caso. Invece quando io andai via da Torino scoppiò un pandemonio, mamma mia che ricordi”.

“Il Milan è stata la possibilità di coronare il sogno di essere al top per vincere qualcosa di importante. Mi resterà per sempre il rammarico di aver perso la finale di Champions con il Marsiglia. Poi arrivò quell’incidente terribile in autostrada che mi ha frenato la carriera. Avrei potuto raccogliere molto di più con il club e la Nazionale, mi giocai il Mondiale americano del ’94”.

La finale di Coppa Uefa con il Toro?

“Siamo stati l’ultimo grande Toro europeo i tifosi e un po’ tutti ci ricordano ancora, dovesse arrivare un’altra squadra rischierebbe di cancellarci completamente… Scherzi a parte, il Toro merita di stare in Europa. I tifosi meritano di rivivere quelle emozioni che noi gli abbiamo regalato. Pensi un po’ che io Amsterdam me la sogno ancora di notte.”