Sirigu:”Cairo vuole una crescita graduale,nel calcio non è un male”


Sirigu ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport,eccone alcuni passi.

“Dopo anni è stato molto difficile riambientarsi. Ho trovato tante polemiche fatte sul niente, senza capire come certe vittorie possano nascondere dei problemi o alcune sconfitte non siano negative a tutti i costi. Questa è una cosa che ha fatto del male negli ultimi anni. Tutti dicono che bisogna ricostruire e poi non viene mai dato il tempo per farlo. E questo può valere anche per il Torino. Si è arrivati a parlare di Europa League, ma non è detto che – se costruisci una squadra forte – il risultato sia scontato. Conta tutto. Anche l’ambiente intorno. Invece spesso si deve cercare per forza un capro espiatorio“. Una città, quella di Torino, che i tifosi granata devono condividere con quelli bianconeri. Ma Sirigu non ha dubbi: “Siamo due squadre totalmente diverse. Tra l’altro, da quando sono qui tutte le persone che incontro sono tifosi del Toro. La differenza forse è proprio questa. Anche quando vengono i miei a trovarmi mi dicono: “La Juve è quella con più tifosi in Italia, eppure nella sua città sono tutti granata”. Strano, no?”.

Poi ancora: “Se ho mai pensato che, se non ci fosse stata la tragedia di Superga, il Torino sarebbe potuto diventare nel tempo ciò che è la Juve oggi? Può essere, perché avrebbe creato una egemonia, ma con i “se” non si fa la storia. Sono ottimista sul nuovo corso di Cairo. Mi sembra uno che non vuole fare il passo più lungo della gamba e magari nel calcio questo viene visto male. Invece vuole una crescita solida, portando il Torino dalla B in una dimensione diversa. Per storia e personalità si può ambire a qualcosa di prestigioso. Ma pensiamo al presente: l’oggi si chiama Milan».

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