Il Torino continua a deludere. Contro il Modena si è vista la solita squadra molle, prevedibile, incapace di imporsi anche contro un avversario nettamente inferiore per mezzi tecnici. Una prestazione grigia, senza idee né orgoglio, che ha messo a nudo tutte le falle di un progetto tecnico che non decolla mai.
Squadra spenta e senza carattere
Baroni si è presentato con un undici lento, impacciato e senza una vera identità di gioco. Il centrocampo è stato inesistente, incapace di costruire e di proteggere la difesa; in attacco, solito festival di solitudine e palloni buttati. Un Toro che pare vivere di improvvisazioni, senza schemi né convinzione.
Mercato da discount
E qui sta il punto: questa squadra è lo specchio di un calciomercato condotto con la solita strategia attendista, al ribasso, fatto di occasioni e seconde scelte. Perso Elmas, Cairo ha virato su Nicolussi Caviglia, bravo ragazzo ma lontano dall’essere il leader tecnico di cui il Toro ha disperato bisogno
Ogni estate la stessa storia: si promettono rinforzi, si parla di ambizione, ma alla fine si aspetta il saldo di fine agosto. E intanto il campionato parte con una rosa zoppa e un allenatore che deve arrangiarsi.
Cairo e l’eterno limbo
Il vero problema è la mancanza di visione. Cairo gestisce il Toro come un’azienda qualsiasi, pensando più al bilancio che a costruire una squadra competitiva. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: mediocrità costante, piazzamenti anonimi e tifosi sempre più stanchi di essere presi in giro.
Conclusione
La partita con il Modena non è stata solo un passo falso: è stata lo specchio fedele di una società senza coraggio, che non investe e non sogna. Se non arriverà una svolta immediata e concreta sul mercato, il Torino resterà l’ennesima comparsa in Serie A, con buona pace di una tifoseria che meriterebbe rispetto e non promesse vuote.
