Cairo torna a parlare:"Ho preso un Toro fallito,che nei dieci anni precedenti non faceva tanto meglio..." - IL TORO SIAMO NOI
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Cairo torna a parlare:"Ho preso un Toro fallito,che nei dieci anni precedenti non faceva tanto meglio..." - IL TORO SIAMO NOI
Cairo torna a parlare:"Ho preso un Toro fallito,che nei dieci anni precedenti non faceva tanto meglio..." - IL TORO SIAMO NOI
Cairo torna a parlare:"Ho preso un Toro fallito,che nei dieci anni precedenti non faceva tanto meglio..." - IL TORO SIAMO NOI

Cairo torna a parlare:”Ho preso un Toro fallito,che nei dieci anni precedenti non faceva tanto meglio…”

Al termine della sfida tra Torino e Milan per il Memorial Mamma e Papà Cairo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, facendo il punto sul calciomercato del Torino: “Abbiamo tutte le intenzioni di investire e di far la miglior squadra possibile. Il calcio però dev’essere sostenibile, senza sostenibilità non va molto lontano. È molto importante fare il meglio possibile con i vincoli economici che abbiamo”. Cairo si sofferma sulla lite tra Juric e Vagnati: “Il calcio è un mondo in cui le emozioni sono ad altissimo livello, ad elevata potenza. Quando hai persone come il nostro allenatore e il nostro direttore sportivo che sono ingaggiati, determinati e focalizzati queste sono cose che possono accadere. Ho parlato con persone fuori dal Toro che mi hanno detto ‘non sai quante ne ho viste di queste cose’. Purtroppo qui è successo tutto a cielo aperto. Adesso l’importante è fare la squadra e farla bene”. 

Quanto pesano le sue scelte nel farla bene?

“L’ho detto quando c’è stato l’incontro per il Festival dello Sport. Noi abbiamo tutta l’intenzione di investire e fare la squadra migliore possibile per quelle che sono le nostre possibilità. Però il calcio deve essere sostenibile altrimenti non va lontano. Tutte le aziende hanno costi e ricavi, e i bilanci devono quadrare, altrimenti poi falliscono, non solo nel calcio. Questo non è giusto perchè ci rimettono i dipendenti che devono stare a casa. Io ho risanato tante aziende che ho comprato da terzi in condizioni terribili, da La7 che perdeva 100 milioni a Rcs che ne perdeva 160. Abbiamo azzerato i debiti e le abbiamo fatte guadagnare. Il Torino ha avuto un periodo, diciamo dal 2013 al 2018, in cui ha coniugato buoni risultati sportivi a quelli economici. Poi ho fatto dei passi più lunghi della gamba proprio perchè ci tenevo a fare il miglior Toro possibile. Questo si è legato immediatamente alla pandemia, che ha portato l’assenza di pubblico e la diminuzione di introiti da sponsor, nonchè il calo dei prezzi dei giocatori, che ora sono nuovamente esplosi. Insomma, c’è stata una serie di situazioni economiche non buone che guarda caso sono state accompagnate da risultati sportivi meno buoni. Non mi riferisco certo all’ultimo anno, ma ai due precedenti, e in particolare il penultimo, l’unico in cui abbiamo rischiato veramente la retrocessione dei dieci anni precedenti. Negli altri, sei volte siamo finiti nella parte sinistra, che sarà poco ma è qualcosa, visto che me lo chiedevano quando arrivai. Poi c’è stata una stagione in cui siamo finiti dodicesimi e tre stagioni in cui ci siamo salvati ma solo una in cui abbiamo rischiato veramente. Non mi sto mettendo delle medaglie, però ho preso un Toro fallito, che era stato, nei dieci anni precedenti, sei anni in B e quattro in A con tre retrocessioni”.

L’inizio di campionato anticipato non condiziona le scelte di mercato?

“Un pochino sì, ma alla fine si anticipa di una settimana. Nel 2018 ad esempio giocammo la prima con la Roma in casa ed era il 20 di agosto circa. Stiamo parlando di una settimana di anticipo, quindi tutto gestibile. In ogni caso ho un dispiacere: ho un allenatore come Juric che mi piacerebbe accontentare, ma per un pregresso complicato non sono ancora riuscito a dargli quello che avrei voluto. E’ il più grosso rammarico che ho. Ma resto molto fiducioso, stiamo lavorando per fare sì che le cose accadano e accadano molto velocemente. Poi il calcio è particolare: sembra che hai chiuso un giocatore, ti stai scambiando i documenti e poi qualcosa accade improvvisamente, ma cercheremo di sistemare anche questa cosa”.

Che acquisti dobbiamo aspettarci? Juric ne chiedeva dieci.

“Sappiamo cosa serve. E’ arrivato Radonjic, poi Pellegri che è un acquisto perchè non era nostro e lo abbiamo acquistato, poi Bayeye che è un giovane con potenzialità, e Lazaro, un giocatore che l’Inter pagò 22 milioni e ha un grande potenziale. Sicuramente manca un centrale difensivo in quanto abbiamo venduto Bremer, poi un centrocampista (e qui abbiamo cose in ballo), e poi i trequartisti: abbiamo Radonjic, Verdi, Seck. Ne manca come minimo uno e poi vediamo, se ci sono opportunità siamo qui. L’anno scorso all’ultimo giorno abbiamo fatto tre colpi di qualità. Poi so che il mister si era lamentato perchè le cose non si fanno all’ultimo giorno. E ha ragione, totalmente. Ma il tema è che il mercato è questo, è strano. Purtroppo è un mercato complicatissimo. Ma siamo qui per fare bene, e faremo una buona squadra”.

Il mercato che dura così tanto è un’opportunità o un problema?

“Mah.. Una volta era finito il 17 agosto e ci eravamo lamentati che durava troppo poco. Le cose stanno così e le accettiamo”.

Su Ilkhan? Il presidente del Besiktas ha praticamente annunciato la cessione al Torino. 

“Io le cose le annuncio quando ci sono le firme. E’ sicuramente un giocatore di grande qualità. Ma finchè non è tutto a posto non si annuncia nulla perchè abbiamo visto proprio pochi giorni fa come possono cambiare le cose, perchè abbiamo praticamente chiuso per un giocatore (Miranchuk) e poi si è bloccato tutto. Quindi, prima facciamo quel che c’è da fare e poi faremo gli annunci”. 

Fonte Toronews