Avv.Marengo:”Il Filadefia,una storia infinita…”


FILA: UNA STORIA INFINITA
(pubblicato in SognaToro di TORO.IT)
Ho appreso dal dott. Luca Asvisio, Presidente della Fondazione Filadelfia, che, durante il CdA di venerdì scorso, si sarebbe ipotizzata una nuova configurazione del Filadelfia.
Prima di entrare del merito delle news del CdA, che ritengo tutti i tifosi debbano conoscere, mi corre fornire un quadro sull’intera vicenda, per poter meglio riflettere su ciò che tali news comportano.
L’intervento ristrutturativo del Fila si articolò su tre lotti:
• Lotto 1: l’area sportiva; quella interamente ultimata.
• Lotto 2 (area interna sotto Tribuna): realizzazione della sede della società, di una foresteria ad uso del Torino F.C., della sala stampa, di un punto ristoro e di altri spogliatoi oltre gli esistenti.
• Lotto 3 (intero fronte su via Giordano Bruno): area museale, ristorante, spazio commerciale per merchandising.
Di tali tre lotti, come detto, il primo è stato completamente ultimato, mentre gli altri due sono tutt’ora da realizzarsi.
Per il Lotto 2 risulterebbero occorrere circa 2 milioni di euro.
Per il Lotto 3 (museo) risulterebbero occorrere circa 5 milioni di euro.
Attualmente, nelle casse della Fondazione risulterebbe esserci una somma di circa 1,5 milioni di euro, oltre ad una disponibilità economica di 205 mila euro l’anno, data dal canone locatizio pagato dal Torino F.C. per il fitto dell’area sportiva.
Orbene, a fronte di ciò, le news sono che il Comune di Torino “concederebbe gratuitamente” all’Associazione Memoria Storica Granata, titolare e gestore del Museo attualmente a Grugliasco, un’area interna alle Arcate, già Mercati Generali, di p.zza Galimberti, estrapolando così l’area museale dal Filadelfia. Liberato il fronte di via Giordano Bruno dall’originaria previsione museale, verrebbe lì realizzato un albergo-foresteria, dato in uso esclusivo al Torino F.C.
Un modifica che, stravolgendo completamente il progetto Filadelfia, quale casa della cultura e storia del mondo granata, va ad integrare il disegno di portarci nell’oblio, di renderci inesistenti sul panorama cittadino.
Dirvi che, apprendendo ciò, mi sono straincazzato e dirvi poco… Proviamo a ragionare insieme su cosa infatti comporta la modifica del progetto Filadelfia così come su delineata.
Un Museo interno al Filadelfia avrebbe rappresentato un tutt’uno tra squadra e storia, tradizione e cultura granata, facendo del Fila il Tempio del nostro essere e casa di tutto ciò che è Toro. Un Museo in altro luogo, porrebbe nel nulla questo unicum; non è certo un caso, infatti, che i gobbi il loro tanto declamato museo l’abbiamo in area stadio… in piemontese si dice “a sun pà piciù”
Se così fosse, tanto varrebbe tenerci il Museo di Grugliasco, non vi sarebbe alcuna differenza, anzi. Un “anzi” per rimarcare lo squallore del locus che il Comune, a guida della notissima tifosa zebrata Appendino, bontà sua “destinerebbe” alla storia e cultura granata.
Molti certamente già conoscono l’area delle Arcate ex Moi, ma non guasta spender alcune parole sulla realtà di tale zona cittadina, quanto meno per chi non vive all’ombra della Mole.
Stiamo parlando dell’ex area un tempo occupata dai Mercati Generali e ristrutturata nel 2006 per le Olimpiadi. Un sito da allora abbandonato, un sito su cui il Comune ha fatto di tutto di più per sbolognarlo a qualcuno… in 11 anni nessuno l’ha però voluto. Ora la “regalano” a noi. Questo Comune, così tifoso del Toro, ci fa niente meno che un regalo!
Un’area di circa 11.000 metri quadri, al cui interno 2000 metri quadri diverrebbero Museo del Toro; un Museo affogato nel deserto.
Non entro nel merito se le Arcate ex Moi, costruite dal fascio per un mercato ortofrutticolo e non certo per aree museali, son belle o brutte, de gustibus non disputandum est. Tengo invece ad evidenziare che il luogo ove il Comune intende confinare la cultura granata è adiacente alle tristemente famose palazzine ex Moi, quelle occupate dagli immigrati extracomunitari e quotidianamente all’onore delle cronache quali centrali dello spaccio e dell’illegalità. Mi chiedo, inoltre, quante notti occorreranno per veder svuotato il Museo di ogni cimelio…
Amici e fratelli granata, fatevi un giro da quelle parti e guardare… capirete immediatamente che l’ipotizzato spostamento del nostro Museo, dal Fila alle Arcate ex Moi, altro non è che l’ennesima forzatura dei poteri torinesi per farci sparire, togliendoci il vanto di avere un nostro importante Museo, con cui contrapporre la nostra storia a quella dei gobbi. Un disegno a cui ogni giorno si aggiunge un pezzo… ed oggi è stata la volta del Museo fuori dal Fila. Mi dicono, tra l’altro, che il Torino F.C., in sede di CdA della Fondazione, abbia plaudito a tale spostamento museale…
E non mi si venga a dire che è l’unico modo per avere il Museo… chi pensa ciò o non conosce i fatti (tanti) o è in malafede (pochi).
In cassa della Fondazione vi sono circa 1,5 milioni di euro. La Fondazione riceve 205 mila euro l’anno di canoni di locazione dal Torino F.C. per l’area sportiva. Basta mettere insieme questi due numeri per avere la piena risoluzione del problema del recupero dei fondi necessari per la realizzazione del Museo nel Fila. Occorrono 5 milioni per realizzarlo, ebbene: 1,5 milioni circa vi sono, gli altri 3,5 ben si posso richiedere quale mutuo al Credito Sportivo, visto che un mutuo trentennale comporta un rateo annuale pari a meno di 150 mila euro, a cui non vi sarebbero problemi al farvi fronte con il canone di 205 mila euro annualmente incassato.
Certo ciò comporterebbe il postergare il Lotto 2, utilizzando l’esistente in cassa per il Museo e non per la realizzazione della sede della società, di una foresteria ad uso del Torino F.C., della sala stampa, di un punto ristoro e di altri spogliatoi oltre gli esistenti; interventi ad uso e consumo esclusivo del Torino F.C., che ritengo debbano quindi gravare sulla società.
E se il Torino F.C. non ritenesse di accollarsi i costi del Lotto 2, nessun problema. Il Filadelfia, così come oggi esistente, con in più il Museo, è più che sufficiente a soddisfare le esigenze della tifoseria granata ed a rappresentare la Casa Granata.
Purtroppo son certo che tale logico e normale percorso realizzativo del Fila non si concretizzerà e si continuerà a percorrere la strada indicata dalla Giunta Appendino: via il Museo dal Fila. Ma questa volta, se così sarà e se l’amico Mecu non riuscirà ad impedire da dentro il CdA tale scempio, contro cui son certo lotterà con tutte le sue forze, non starò certo fermo a guardare l’ennesimo sfregio inferto al nostro Toro. All’epoca impedii, insieme a vari amici, il sorgere di un supermercato sul Sacro Prato. Oggi studierò una class action per impedire lo spostamento del Museo, coinvolgendo tutti coloro che hanno aderito al crowdfunding, da sempre ufficialmente presentato quale forme di finanziamento per la ricostruzione del Filadelfia, comprensivo dell’area museale. Oggi studierò qualunque cosa possa servire ad evitare l’ennesimo scempio.
Siete già abbastanza incazzati per quanto ora letto… ebbene continuate pure ad incazzarvi, perché, in ultimo, vi è anche una presa in giro.
Consci del grande malumore granata per un Fila sempre chiuso, Fondazione e Torino F.C. pare abbiano definito un’intesta per accontentare i tifosi. Tutti potranno finalmente accedere ogni giorno al cortile del Fila e sedersi sulle ivi istallande panchine. Il cortile non sarà più chiuso, ma aperto a tutti i granata sempre… meno quando la squadra si allena. E che volete di più, ci stanno dando un bel cortiletto ove sederci sulle panchine a leggere il giornale… accontentatevi e smettetela di dire che il Fila è sempre chiuso, sarà chiuso solo più quando vi sono i giocatori che si allenano. Dimenticavo… per montare quelle panchine batteranno moneta tra i tifosi!


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