Dite la vostra - l’opinione di un tifoso - IL TORO SIAMO NOI
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Dite la vostra – l’opinione di un tifoso


LA COPERTA CORTA E L’IDENTITA’ SCOPERTA

C’è qualcosa di ripetitivo, come un circuito già affrontato, in queste annate granata sempre un po’ simili a se stesse. Un calciomercato a strappi che rimanda spesso agli ultimi giorni le operazioni più significative, un po’ come uno studente pigro che preferisce tenersi in coda le difficoltà principali e, in parallelo, giudizi giornalistici lusinghieri e obiettivi ambiziosi della Società. In questo futuro roseo a parole,il tifoso scorge tonalità troppe luminose per il suo realismo di esperienza granata. “Se Tizio ritorna quello di prima dell’infortunio, se Caio si ambienta bene nel nostro campionato, se Sempronio sboccia definitivamente…” I traguardi alti stentano ad arrivare con una piramide di “se”, serve il giusto equilibrio tra gioventù ed esperienza, tra un gruppo affidabile e qualche innesto mirato in rampo di lancio. I primi mesidi stadio stuzzicano la curiosità e giudizi ancora in superficie lasciando tuttavia quel retrogusto amarognolo di già assaggiato. Meité pare un bel prospetto ma è arrivato sacrificando Barreca, uno del vivaio che qualcosa di buono qua e là sulla fascia sinistra aveva lasciato intravedere; assomiglia a una coperta corta ai primi segnali di freddo: ci si copre la pancia ma resta fuori un piede. Soriano e Zaza sono,sulla carta, nomi di richiamo ma non sembrano finora pedine chiave per Mazzarri; non sarebbe stato più logico assecondare le priorità del tecnico ? Se le novità strizzano, non di rado, l’occhio all’occasione interessante più che all’idea di calcio dell’allenatore di turno non stupiamoci che il cortocircuito possa esserein agguato. Servirebbe più programmazione a fari spenti e se lo spread tra ambizione e realtà resta alto,provare quantomeno ad alzare il tasso di identità granata: un Filadelfia che non sia solo un impianto ricco di storia ma uno spazio vissuto dai tifosi, un dirigente che conosca già il mondo Toro in grado di elaborare un progetto tecnico con direttore sportivo e allenatore, un impegno a consolidare nel tempo uno zoccolo duro di giocatori di personalità già sintonizzati sulle giuste frequenze di granatismo. Magari non garantirebbe il traguardo immediato ma traccerebbe un percorso che ricalchi i valori e il senso di appartenenza della tifoseria.

Davide Testera