Ventura:”Capisco la rabbia di Cairo…”


Giampiero Ventura é intervenuto oggi ai microfoni di Radio Sportiva. Sulle polemiche in casa Torino per il gol di Berenguer annullato ad Udine con il Var: “Ci sta di mettere a fuoco la situazione, in questo caso mi sembra sia stato fatto un errore, anche se ormai non si possono ridare i punti al Torino. Però capisco l’arrabbiatura del presidente Cairo, che con due punti in pià vedrebbe una classifica più stimolante. La fase successiva è quella di migliorare il Var, certo non può essere infallibile”.

Sul Napoli di Carlo Ancelotti: “Il Napoli ha preso forse il miglior allenatore sulla piazza, ma la differenza tra Ancelotti e Ronaldo è che Ronaldo va in campo e Ancelotti no – prosegue Ventura – credo che il Napoli rimarrà comunque a lottare per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Quanto, lo dirà il campo”. Sulla sfida alla Juventus: “Da quando è iniziato il campionato, non essendo coinvolto per la prima volta dopo 30 anni, ho un po’ seguito. Si è passati dall’Inter che era l’anti Juve per poi passare a Napoli e Roma. Poi puntualmente ogni settimana viene smentito tutto. Siamo all’inizio. Bisogna avere un po’ di pazienza. Credo che il campionato sarà più affascinante di quanto non sia stato finora”.

Ora, dopo l’esperienza con la nazionale, è senza panchina: “Come sto vivendo questo periodo? Di sicuro sono più abbronzato, è stata un’estate lunga. Se prima c’era voglia di allenare, ora c’è n’è ancora di più. Il calcio è questo. Vediamo se ci sarà l’opportunità di riprendere a fare quello che ho sempre fatto. Le risposte vanno date sul campo e non con le parole”. Il successore sulla panchina dell’Italia, Roberto Mancini, ha lanciato l’allarme sugli italiani che non giocano: “Lo ha detto Mancini, adesso lo dicono tutti. Anche se non lo avesse detto Mancini o non lo avesse detto nessuno, rimaneva comunque un dato di fatto. Non vedo perché stupirsi di tutto questo. Non in riferimento a Mancini ma in riferimento al fatto che i giovani sono molti ma pochi giocano – dice Giampiero Ventura a Radio Sportiva – Molti non hanno esperienza internazionale e avrebbero bisogno di farla. Un discorso che c’era anche sei mesi fa. Non è nato adesso. Il problema è a fondo, non è riferito ad un allenatore o ad un giocatore, ma riferito ad un sistema che andrebbe analizzato. Purtroppo poi ci sono delle esigenze che non permettono questo. Un discorso troppo ampio”.

Sulle partite delle big di ieri: “Il Cagliari non è una piccola.Credo sia partita con un pizzico di ansia per il campionato, ma la vittoria di Bergamo ha dato autostima importante. Credo non fosse facile la partita per il Milan, lo avevo detto. Non mi ha stupito. Il Cagliari è convinto delle sue capacità. La Roma? Dopo tre o quattro giornate bisogna avere un attimo di pazienza. La Roma ha cambiato molto, è un dato di fatto. Ha fatto un’infornata di giovani di grandissime potenzialità. Dobbiamo dargli tempo. Poi si può discutere dei punti persi. Ma credo che la Roma abbia fatto una buona semina per il futuro e che tra un po’ potrà raccogliere.”

Si è parlato di un interessamento estivo di Bologna o Udinese: “In Italia ci sono un’infinità di voci. Chi meglio di voi lo sa – sorride Ventura – qualche abbocco? Non lo so. Io ero ad abbronzarmi…”. Sul nuovo Bari di De Laurentiis: “Vedo questa opportunità con un filo di speranza. Io sono stato adottato da Bari città. Sono un piccolo tifoso del Bari. Mi auguro che De Laurentiis riesca a fare a Bari quello che ha fatto a Napoli, in poco tempo è passato dalla serie C alla Champions. Non so se sarà possibile farlo a Bari. Mi auguro che riesca nel suo intento. Il Bari ha fatto la serie A con noi. Forse qualcuno dimentica che si facevano 50 mila allo stadio, con picchi da 65 mile. Sono poche le società che fanno questi numeri. Giusto dunque che Bari abbia la possibilità di tornare presto dove merita. Me lo auguro, a barese adottato”. Sulla nuova vita dopo la Nazionale: “Ci sarà modo e maniera di poter fare due chiacchiere in perfetta serenità – dice Giampiero Ventura a Radio Sportiva – Oggi c’è solo una gran voglia di riprendermi quello che mi è stato tolto, i miei trent’anni di calcio. Vorrei andarmeli a riprendere. Questa è la frase che mi viene dal cuore”.


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