Il Toro ci regala un’altra figuraccia,così si va in Serie B
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Il Toro ci regala un’altra figuraccia,così si va in Serie B

Un’altra figuraccia, l’ennesima. Il Torino esce da Marassi con un umiliante 3-0 contro il Genoa e con la sensazione, ormai sempre più concreta, di una squadra allo sbando totale. I granata crollano sotto i colpi di una diretta concorrente per la salvezza, incapaci di reagire, senza anima e senza orgoglio. Dopo il vantaggio di Norton-Cuffy e il raddoppio di Ekuban, la partita è scivolata via tra errori, passività e nervosismo, culminati nell’espulsione di Ilkhan che ha definitivamente certificato la resa. Il Genoa ha fatto semplicemente il suo: corsa, aggressività, voglia. Il Toro invece è rimasto fermo, impaurito, svuotato. Una squadra che non crea, non difende, non lotta. Una squadra che non sembra neppure consapevole della gravità della situazione.


Ma il problema non è solo questa partita: è un sistema che continua a ripetersi da anni. Una società che promette, rinvia, giustifica. Una gestione che ha portato il Torino a lottare per non retrocedere, senza prospettive, senza programmazione, senza ambizione. I tifosi hanno fatto sacrifici, protestato, disertato lo stadio, ma nulla cambia. La squadra va in ritiro, si parla di concentrazione, poi in campo si vede sempre lo stesso film: fragilità mentale, scelte discutibili, mercato insufficiente. E mentre gli avversari combattono per salvarsi, il Toro sembra già rassegnato. Questa sconfitta non è un incidente: è lo specchio di un declino continuo. E la domanda, sempre più pesante, resta una sola: quanto ancora dovrà sopportare il popolo granata prima di vedere un vero cambiamento?

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