Il Torino esce sconfitto per 2-1 da Parma in una partita intensa e piena di colpi di scena. Il match si decide negli ultimi minuti, con i granata incapaci di invertire la rotta nonostante la reazione.
Il Torino non riesce a uscire dal tunnel. Nell’ultima trasferta contro il Parma, i granata subiscono un’altra battuta d’arresto che fa salire pressione e tensione attorno all’ambiente. Al triplice fischio è il Parma ad esultare per 2-1, ma non solo per meriti propri: errori individuali, scelte tattiche discutibili e una gestione del match approssimativa consegnano alla squadra di Baroni una sconfitta che pesa non poco.
Dominio sterile nel primo tempo
La partita si accende già nella prima frazione. Il Torino appare padrone del campo: costruisce, pressa, prova a trovare spazi, ma non riesce a concretizzare. È un episodio isolato a rompere l’equilibrio: al 35’, su un cross apparentemente innocuo, Ismajli colpisce il pallone con il braccio, completamente disteso. Dopo un consulto del VAR, viene assegnato il rigore. Pellegrino dal dischetto non fallisce: 1-0 Parma.
I granata reagiscono, ma manca il guizzo decisivo. Il primo tempo si chiude con il Toro in attesa di una risposta che però tarda ad arrivare.
La ripresa: un lampo e poi il tracollo
All’inizio della ripresa sembra aprirsi uno spiraglio: Ngonge, con un tiro dalla distanza, firma il pareggio e ridona fiato alla squadra e ai tifosi. Il Torino si rialza, mostra voglia di imporre la propria identità , ma è proprio nelle scelte successive che emergono le debolezze del tecnico.
Al 25’ Baroni toglie due elementi importanti — Asllani e Nkounkou — che stavano spingendo, per far posto a Tameze e Biraghi. È un cambio che spegne il ritmo: il gioco del Toro si fa confuso, prevedibile, poco incisivo. Tre minuti dopo l’ingresso di Biraghi, la difesa si disunisce su un calcio d’angolo e Maripán rischia l’autorete, salvata da Israel, ma dallo stesso corner Pellegrino firma il 2-1. Da lì in avanti, il Torino non produce più nulla di concreto e il tempo per reagire svanisce.

