Longo per l’immediato per il futuro si pensa ad un altro nome

Urbano Cairo

11 goal subiti in due partite di Serie A, a fronte di zero segnati. Così come a zero è ormai la fiducia del Torino nel suo allenatore Walter Mazzarri. Dopo lo 0-7 interno con l’Atalanta, i granata hanno rimediato anche un pesantissimo 4-0 contro il Lecce. E il tecnico è giunto al capolinea.


Secondo quanto raccontato da ‘Tuttosport’, Mazzarri non sarebbe nemmeno tornato a Torino sull’aereo con il resto della squadra. La motivazione ufficiale sarebbe una febbre, come affermato dal direttore generale Antonio Comi a ‘Sky Sport’, che ha sconsigliato di farlo viaggiare insieme alla squadra.

“Mazzarri ha avuto la febbre, dopo la partita non l’ho visto. Mi dispiace che non stesse bene. Ma il problema è che è la seconda partita in dieci giorni in cui la squadra non reagisce”.

Poco prima, negli spogliatoi, il tecnico e la dirigenza avevano avuto un incontro, che più che altro si sarebbe rivelato uno scontro. Un faccia a faccia tra società (arrivata negli spogliatoi già prima dei calciatori), giocatori e allenatore dai toni piuttosto accesi. I veterani sono stati gli ultimi ad andare via, scuri in volto.


Moreno Longo chiamato a traghettare il Torino sino a fine stagione. Sarà lui con ogni probabilità a prendere per mano i granata fino al termine del campionato. Per la prossima stagione invece c’è l’idea Eusebio Di Francesco. Uno scenario che può diventare più concreto nelle prossime settimane. Il Torino si affida a Longo. E pensa a Di Francesco per il futuro.

One comment on “Longo per l’immediato per il futuro si pensa ad un altro nome
  1. Mario ha detto:

    Punti di vista ad una dirigenza sprovveduta, seppur nel mondo del calcio da almeno 3 lustri e per qualcuno anche di più visto il suo trascorso, abbastanza anonimo, tra i professionisti. Bisogna resettare tutto o quasi e ripartire da 5/6 giocatori che rappresentano una sicurezza. Se anche loro sono insoddisfatti o insicuri che le cose possano cambiare, meglio lasciarsi…
    Se poi avessimo la fortuna di vedere partire anche questa dirigenza, rivelatasi incapace, viste le evidenti lacune fin qui mostrate e l’acquisto di giocatori più che mediocri a cifre assurde, sempre che vere, forse si potrebbe ripartire e resettare una storia che dal 1977 non ha mai visto il TORO alla ribalta, se non la finale UEFA e la successiva Coppa Italia (vedi i fallimentari campionati anche in serie B mai dimenticati, le risicate salvezze in A e le continue sconfitte nei derby che prima, almeno, rappresentavano una magra consolazione stagionale.
    Il consiglio è di ripartire da una rosa competitiva con gente motivata, tecnicamente dai piedi buoni perchè come dimostrano quasi tutte le altre squadre non è necessario spendere decine di milioni per comprare buoni giocatori. Bisogna affidarsi a veri scopritori di talenti, cosa che non riesce da tempo immemore visto che dalla nostra Primavera non sono emersi giocatori che oggi possiamo rimpiangere. Il centrocampo attuale è dotato di elementi che non hanno sensibilità nei piedi, incapaci di impostare l’azione, lanciare un attaccante in maniera precisa, almeno ogni tanto, giocare a uno due tocchi.
    Quanto al sig. Mazzarri, il suo passato non è poi così luminoso, se non per la salvezza conquistata con la Reggina penalizzata (grazie ai gol di Rolando Bianchi e l’altro ex Amoruso) e gli anni napoletani dove in rosa militavano tra gli altri Cavani, Hamsik, Lavezzi, Pandev. All’Inter non lo rimpiange nessuno visto che nn ha lasciato traccia, in Inghilterra ha faticato non poco e ci ha pensato Cairo a rilanciarlo visto che lo considerava il suo “sogno proibito”. Forse bastava seguire qualche allenamento per capire che se non si riusciva a correggere i difetti di un Meitè, che su una rimessa laterale con lancio in area per la sua testa, mai è riuscito a far proseguire la palla per un compagno visto che non saltava, difficilmente poteva essere l’allenatore adatto a guidare una compagine come il Toro. Nel suo DNA mai mostrata una traccia di cuore granata, solo due partite dominate, forse per demeriti degli avversari, il resto da dimenticare in fretta anche se gli almanacchi conserveranno per sempre le sue disfatte.
    Bisognerebbe voltare pagina con gente motivata, uno staff preparato con una guida tecnica in grado di proporre calcio vero. I nomi di Longo, De Biase, Di Francesco sono sotto gli occhi di tutti. Bravissime persone, professionisti esemplari ma non adatti per un ambiente legato ad una storia leggendaria e passionaria come la nostra. Per De Biase poi sarebbe si una rivincita ma avere a che fare con un presidente (uso volutamente la minuscola) che l’ha umiliato già 3 volte…
    Ripartiamo, ma non solo con una nuova conduzione. Qualcuno cambi atteggiamento, ammetta il continuo fallimento gestionale (vedi ultimo mercato e non solo) e si circondi di professionisti in grado di competere con procuratori e professionisti presenti in tutte le altre società, anche le più piccole, quelle che in questo campionato ci hanno più volte ridicolizzato. Speriamo di salvarci e di poter poi ripartire ma che qualcuno inizi a programmare già adesso anche se ci sono problemi importanti da risolvere.
    Siamo il TORO e non solo la Storia va tutelata. Abbiamo una Identità e una Dignità senza uguali e per questo Unici!

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