Il Toro cerca di muoversi in entrata, ma è dalle cessioni che si rischia di non tornare più indietro


Il 2020 è iniziato, così come la sessione invernale di calciomercato. Una maratona dall’epilogo fissato al 31 gennaio, quando si spera che i club di Serie A siano riusciti a dare un taglio ai problemi con cui convivono da inizio stagione. Ecco, il mercato di riparazione è forse la cosa che i tifosi del Toro aspettano con minore fiducia. Troppo delusi dall’ultimo mercato estivo, tanto che non sembra esserci neanche più voglia di crearsi illusioni.

Rimbombano ancora nelle teste dei tifosi granata quegli slogan, a dir poco tristi, pronunciati dal patron Urbano Cairo durante un’estate dominata dalla confusione. E’ mancata la qualificazione ai gironi di Europa League, ma sono soprattutto mancati i giocatori per conquistarsela. L’addio di Petrachi ha pesato, pesa e peserà anche in questa sessione estiva. Sembra ci sia poca volontà di crescere sul serio, visto che il budget dei granata sul mercato non è all’altezza delle altre concorrenti.

Per una squadra migliorabile solo con l’acquisto di Lionel Messi, così come asserì il presidente Cairo, gli acquisti vanno effettuati soltanto quando non si raggiungono gli obiettivi, non prima. Ecco quindi ufficializzarsi quest’estate, a qualificazione già sfumata, l’acquisto più costoso della poco appagante, per una piazza del genere, gestione Cairo: Simone Verdi per 25 milioni dal Napoli. Senza dimenticare l’uruguagio Diego Laxalt, quasi non pervenuto. Non male come inizio per Bava, ma in effetti una squadra già così forte era proprio difficile da migliorare…

Ritornando però al 2020, troviamo un Torino che ,prima della sosta, si fa battere in casa dalla Spal, allontanandosi ancora di più dalla zona Europa. I granata stanno soffrendo tantissimo la poca stabilità in difesa, il reparto cardine della fantastica seconda parte della scorsa stagione. Quest’anno Mazzarri sembra avere molte più difficoltà e insicurezze.

Come è possibile che un reparto arretrato come quello granata stia, con il passare del tempo, scoprendo sempre più lacune che certezze? Cosa è cambiato per passare da una difesa che, insieme al suo superlativo estremo difensore Sirigu, raggiunge 599 minuti di imbattibilità, alle porte quasi sempre aperte di questo girone d’andata? Semplice, uno shift mentale totalmente al negativo. Sarà il caso N’Koulou di questa estate? O la mancanza di stimoli, di chi ha capito che a Torino più di questo non si possa fare ?

La sensazione è che la squadra stia, anche, pagando il mancato intervento a centrocampo. Serve quel giocatore di qualità ed esperienza per fare un definitivo passo in avanti. In mezzo al campo c’è molta più sostanza e fisicità che la qualità necessaria per rendere la manovra granata meno prevedibile. Una squadra che lotta per palcoscenici come l‘Europa League, non può pensare di raggiungere determinate posizioni affidandosi solo ai colpi di estro di Ansaldi, l’unico che porta qualcosa in questo senso. Verdi deve cambiare piglio.

Vista, quindi, la difficoltà nel portare a casa giocatori determinanti nel proseguimento della stagione, la dirigenza sta riflettendo su chi lasciar partire, ma sono considerazioni da non trattare con leggerezza. Il reparto offensivo potrebbe essere protagonista di una vera e propria rivoluzione, che colpirebbe anche giocatori considerati quasi intoccabili prima dello sfortunato preliminare.

Innanzitutto è da definire la situazione di Iago Falque, vittima di un infortunio alla caviglia durante il match contro il Debrecen e di un fastidio muscolare che lo hanno costretto a rimanere ai margini del gruppo. Proprio questo non andrebbe giù allo spagnolo, voglioso di essere al centro del progetto granata. Molte squadre sia in Spagna che in Italia sono interessate al numero 10 del Torino, ma la società vuole andarci con le pinze. Iago Falque è un simbolo all’interno del mondo granata e più volte ha dimostrata di voler proseguire il suo cammino nel capoluogo piemontese. Ora sta a Mazzarri vedere se possa privarsi del suo talento.

Neanche Simone Zaza può sentirsi tanto sicuro di rimanere al Filadelfia. Nonostante una positiva pre-season, l’ex Valencia non ha poi saputo far maturare i frutti piantati ad agosto. E’ arrivata qualche offerta dalla Russia e dalla Cina, ma finora non è trapelato nulla di concreto. Non bastano i segnali sicuramente positivi rispetto allo scorso campionato. Zaza ha deluso e al suo posto potrebbe arrivare Okaka, inserito in una trattativa con l’Udinese che porterebbe in granata anche Fofana, lasciando ai friulani Edera e Parigini.

I granata per l’attacco stanno monitorando anche Musa Barrow, in un’operazione che porterebbe Kevin Bonifazi all’Atalanta. Il Toro valuta il difensore rietino tra i 10 e i 15 milioni di euro, non trovando però, al momento, un acquirente intenzionato a sborsare questa cifra. Su di lui pressing anche di Fiorentina, Spal e Bologna, piazze in cui troverebbe più spazio. Mazzarri l’ha utilizzato solo in sei occasioni,mostrando poca fiducia in un giocatore che avrebbe magari avuto soltanto bisogno di maggiore continuità, così come per quanto riguarda il talentino Vincenzo Millico, destinato a essere ceduto in prestito. Il vivaio del Toro, pur essendo tra le eccellenze italiane, non vuole proprio essere preso in considerazione.


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