Lettera aperta di una tifosa al Presidente:”Dr Cairo, Lei come presidente è un fallito, oppure … “


Egregio Dottore,

non si stupisca di questa mia affermazione, sicuramente una persona della sua cultura saprà che la parola fallito ha più significati, non solo quello giuridico, difatti è fallito anche “chi non è riuscito a realizzare le proprie aspirazioni, né a conseguire risultati validi”.

Nelle sue aspirazioni, Le ricordo in particolare un “riporterò il Toro ai fasti degli anni ‘70”, oppure un “farò un centro sportivo per le giovanili”, oppure “penso ad una cittadella granata”, tutte sue dichiarazioni ai giornali di tanti, troppi anni fa.

Incominciamo dagli anni ‘70: in quel decennio il Toro (allora lo era) oltre a conquistare lo Scudetto si piazzò quattro volte fra il 2° ed il 3° posto e quattro volte fra il 5° ed il 6°. Peggior piazzamento un 8° posto, ma quell’anno vinse la Coppa Italia. Partecipò 6 volte alla Coppa Uefa, una volta alla Coppa Campioni e una volta alla Mitropa e alla Coppa delle Coppe.

Prendiamo i suoi ultimi dieci anni: zero titoli, miglior piazzamento un 7° posto, una retrocessione e tre anni in serie B e una partecipazione all’ Europa League, grazie a demeriti altrui.
Meglio non farsi del male ricordando i risultati dei derby.
Se questo non è un enorme fallimento, cosa è ?

Passiamo alla cittadella granata -che doveva comprendere Comunale, area ex- Combi e Filadelfia- ed al centro per le giovanili.
Sono passati circa 600 giorni dall’inaugurazione di quello che doveva essere un centro di allenamento ed un luogo di aggregazione sul terreno del Filadelfia (quello vero).
Nulla è più dato a sapere dell’avanzamento dei progetti per il 2° e 3° lotto, e quindi dello spostamento della sede sociale (un trilocale per una società come il Torino non è un po’ da falliti ?), del recupero dei monconi, dello spostamento del Museo, della sala stampa, di un Toro Point, della foresteria…. insomma di quelle strutture minime che una società di A dovrebbe avere. E che lei sosteneva fossero sue aspirazioni.
Sul’aggregazione caliamo un pietoso velo, è più accessibile il carcere delle Vallette.
Relativamente al Comunale, sono stati i tifosi ad ottenere l’intitolazione al “Grande Torino”, Lei manco ha organizzato una cerimonia celebrativa, messo un monumento o almeno una targa. Neanche ha mai minimamente pensato a rendere lo stadio un po’ granata, con una spesa per lei ridicola si potevano almeno colorare i seggiolini. In un contesto dove società come l’Atalanta o il Frosinone puntano sugli stadi di proprietà.
E per finire c’è la vicenda del Robaldo: quasi tre anni di nulla assoluto dopo essersi aggiudicato il bando, una pantomima tristemente ridicola. Mai sentito da lei pronunciare mezza parola al riguardo.
Se questi non sono fallimenti, cosa sono?

E che dire delle tante, tantissime piccole iniziative che al TorinoFC non vengono manco prese in considerazione? Tipo un festa per i 110 anni del Torino, un’esposizione dei nostri Trofei (che fine avranno fatto?) il coinvolgimento delle scuole, delle promozioni vere per facilitare abbonamenti per i ragazzi, i giovani e gli anziani, dei veri investimenti sul settore giovanile, la promozione di tornei dedicati ai nostri indimenticabili Campioni….

In tutto questo parte dei tifosi sono andati oltre al fallimento, loro le aspirazioni manco le hanno più e chi ancora le ha viene invitato a cambiare squadra. D’altronde “divide et impera” funziona da millenni.

Concludendo, i casi sono due: o Lei come presidente è un fallito oppure sta eseguendo egregiamente il suo mandato. Perché non è credibile che un imprenditore con le sue capacità economiche e professionali non si impegni per ottenere risultati e non abbia ambizioni per una Società conosciuta a livello mondiale, che avrebbe enormi potenzialità e che invece Lei sta volutamente facendo sprofondare, anno dopo anno, nell’anonimato e nella mediocrità.

Tertium non datur.

Breve storia triste

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Torino FC 2006 = 33,1 Mio
Cairo Communication 2006 = 220,9 Mio

Torino FC 2017 = 69,9 Mio
Cairo Communication 2017 = 1.212,3 Mio


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