Il ricordo del Mondo


Il “Mondo”, che da giocatore ha vestito le maglie di Cremonese, Torino, Monza, e Atalanta, è entrato nella storia del calcio da allenatore: nel 1984 riportò la Cremonese in A dopo 54 anni, nel 1988 guidò l’Atalanta alla promozione e si rese protagonista di una straordinaria corsa fino alle semifinali di Coppa delle Coppe con il Malines

Sulla panchina del Torino arrivò alla finale di Coppa Uefa dopo aver superato il Real Madrid: era il 1992, la sconfitta (senza mai aver perso) con l’Ajax arrivò tra le polemiche di un arbitraggio ancora amaro. Ha poi allenato l’Atalanta, dal 1994 al 1998, e tra le altre esperienze è passato anche da Napoli, tornando poi alla Cremonese, prima di chiudere col Novara, l’ultima squadra allenata quando la malattia si era già manifestata. Nel 2012 abbandona il calcio professionistico

L’episodio che rimarrà alla storia è legato alla sedia alzata nella finale di Coppa Uefa del 1992. All’epoca il match decisivo si giocava nel doppio scontro e i granata allenati da Mondonico mancarono il successo senza perdere, visto che l’esito fu deciso dai gol segnati fuori casa dall’Ajax. L’andata al Delle Alpi finì 2-2, il ritorno ad Amsterdam 0-0. Nonostante l’epilogo triste, fu un’edizione mitica della Coppa Uefa. I granata non sollevarono quella coppa, ma il Mondo sollevò la sedia. Il Toro attaccava, ma alla sfortuna (a fine partita si conteranno tre legni) si sommava l’arbitraggio di Zoran Petrovíc, che negò un rigore a Cravero. Quel contatto in area con De Boer fece esplodere la panchina granata. È così che nasce quella sedia alzata al cielo, come segno di protesta ma anche di frustrazione di fronte a un senso di impotenza che spesso fa la differenza, nello sport. Soprattutto quando non si merita di perdere.


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