Sentenza Juventus,le motivazioni:"Illecito grave e ripetuto" - IL TORO SIAMO NOI
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Sentenza Juventus,le motivazioni:”Illecito grave e ripetuto”

Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 20 gennaio, la Corte d’Appello federale ha condannato la Juventus a una penalizzazione di 15 punti in classifica a causa del caso plusvalenze.

“La Juve ha commesso un illecito disciplinare sportivo, tenuto conto della gravità e della natura ripetuta e prolungata della violazione”.

La Corte di appello della Figc ha ammesso la richiesta della Procura di revocazione del processo plusvalenze per la Juventus.

Nel merito la Juventus è stata ritenuta colpevole “di fronte ad un quadro dei fatti radicalmente diverso per l’impressionante mole di documenti giunti dalla Procura della Repubblica di Torino che ha evidenziato l’intenzionalità sottostante all’alterazione delle operazioni di trasferimento e dei relativi valori”.

Decisiva dunque la documentazione proveniente dai dirigenti, che secondo la Procura ha valenza confessoria. Analizzati anche i relativi manoscritti e le intercettazioni univoche “relative a interventi di nascondimento di documentazione o addirittura manipolatori delle fatture”.

Di particolare rilevanza poi l’occultamento di alcune operazioni imputate ad alcuni dirigenti del club bianconero.

“Rilevanti le operazioni di nascondimento operate da alcuni dirigenti della FC Juventus S.p.A. che si sono spinte sino ad intervenire correggendo “a penna” le fatture ricevute dalla controparte per non far emergere la natura permutativa dell’operazione completa.

Eclatante il caso dello scambio dei calciatori Akè/Tongya tra la FC Juventus S.p.A. e l’Olympique De Marseille. L’operazione, apparentemente costruita con contratti indipendenti, è in realtà un vero e proprio scambio e viene così qualificato dalle mail interne: “scambiamo Tongya con Akè, entrambi trasferimenti definitivi identici” . E alla richiesta se “dobbiamo condizionarli l’uno all’altro?” la risposta è “li abbiamo condizionati l’uno all’altro”.

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