È successo di nuovo.Con tutti gli allenatori il Toro cade sul più bello - IL TORO SIAMO NOI
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È successo di nuovo.Con tutti gli allenatori il Toro cade sul più bello

Il Toro è tornato indietro improvvisamente di due anni. Il 9 novembre 2019, vicendo 4-0 a Brescia, la squadra allenata allora da Mazzarri arrivata a qìuota 14 punti dopo 12 giornate (gli stessi che ha adesso) e chiuse il girone d’andata a 27 prima di entrare in una crisi profondissima. Oggi è cambiato tutto a cominciare dalla panchina, c’è un gioco a tratti più brillante e rispetto a quella squadra ha anche incassato meno gol. Ma i conti, alla fine, si fanno sulla classifica. E oggi tocca a Juric dimostrare di essere migliore. Perchè quello era un Toro mediocre, questo ha spazioi e mezzi per diventare qualcosa di più. 

Un passo avanti e due indietro, così il Torino non riesce a trovare continuità. E il cammino della squadra di Ivan Juric continua a procedere a singhiozzo: nelle ultime cinque partite, due vittorie e tre sconfitte, segno che i granata non sono ancora usciti definitivamente dal tunnel delle ultime due stagioni negative. “Non posso essere soddisfatto per tante cose – ha ammesso Ivan Juric nel post-partita – e anche se i ragazzi hanno dato tutto per riprenderla, ci sono cose da fare molto meglio”. Hanno fallito alcuni degli uomini più attesi, con Andrea Belotti e Dennis Praet in ombra nonostante le recenti prestazioni convincenti, e sono state confermate due tendenze.

Lo Spezia, ancora una volta, è stato tabù: in tre confronti tra quest’anno e la scorsa stagione, i granata hanno ottenuto soltanto un punto e hanno perso entrambe le sfide disputate al Picco. Per abbattere la maledizione contro gli aquilotti bisognerà aspettare la fine di aprile, mentre Juric deve risolvere molto prima il problema legato alle trasferte. Su sei sconfitte stagionali, ben quattro sono arrivate lontano dall’Olimpico Grande Torino. Certo è che, eccezion fatta per lo Spezia, le altre trasferte affrontate sono state tutte più o meno proibitive: la Fiorentina ad agosto, le due capoliste Napoli e Milan nel giro di due settimane ad ottobre. Nelle gare esterne, però, bisogna cambiare marcia, perché altrimenti la classifica rischia di rimanere in bilico per troppo tempo. Nelle due settimane di pausa per le nazionali, Juric avrà modo di lavorare al Filadelfia e di provare a voltare pagina, cercando anche di recuperare i tanti infortunati che hanno reso ulteriormente complicate le ultime uscite.

È successo di nuovo,nessun allenatore è riuscito a fare il salto di qualità quando Bisognava farlo.Sara’ solo un caso dopo 16 anni?