Allegri,le sue scommesse nel mirino dell’antiriciclaggio

Massimiliano Allegri, nuovo tecnico della Juve,e le scommesse sospette, nel mirino dell’Antiriciclaggio. Secondo quanto scrive il quotidiano La Verità il tecnico è finito nel mirino per alcune operazioni sospette segnate a Bankitalia per i bonifici di una società di gioco e scommesse maltese in odore di mafia. Secondo quanto pervenuto ai risk manager della banca l’allenatore della Juventus ha speso in due casinò all’estero oltre 350 mila euro. La posizione di Allegri è ancora tutta da chiarire, ma il quotidiano cita anche la vicenda Buffon parlando di scommesse. Sicuramente un altro bel problema che va risolto.

“Adesso deve guardarsi dalla marcatura a uomo dei risk manager della banca presso cui ha acceso il conto. Infatti sono diverse le Sos inviate all’Unità di informazione finanziaria di Palazzo Koch. Alert che battono quasi sempre sullo stesso tasto: i soldi provenienti dall’esterno e inviati da società collegate al gioco d’azzardo e alle scommesse” scrive il quotidiano La Verità. Lo stesso quotidiano ricorda come “in base al regolamento della federazione italiana gioco calcio ai tesserati del pallone professionistico è fatto “divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a a riceverle”.

Nel caso specifico delle scommesse di Allegri l’antiriciclaggio si è attivato, ma non per scommesse legate al calcio. A quanto pare le puntate erano “da tavolo verde”.

Scommesse illecite: le segnalazioni al tecnico della Juve

“A fine aprire 2021 i risk manager della Banca Intermobiliare (Bim), filiale di Torino dove Allegri ha acceso un conto nel 2014, hanno segnalato che il loro danaroso cliente, tra l’agosto del 2018 e l’aprile del 2021, ha ricevuto accredito sette bonifici per 161 mila euro complessivi dalla società malese Oia service limited, per il tramite di Banca Poste Italiane. Nella Sos si fa presente che la Oia “è stata coinvolta nell’indagine Galassia della Dda di Reggio Calabra che ha determinato il sequestro dei beni facenti capo all’imprenditore Antonio Ricci per circa 400 milioni euro” e che “la società in questione risulterebbe far parte del patrimonio sequestrato” e “sarebbe stata individuato come veicolo italiano utilizzato da Ricci per perpetrare le attività illecite contestate” scrive il giornale.

Ma la parentesi scommesse legate ad Allegri continua: “Secondo gli inquirenti Ricci avrebbe creato la sua rete di scommesse illegali utilizzando siti internet in gran parte non autorizzati e 2 mila punti commerciali fisici.

Va precisato che Allegri, tecnico della Juve, probabilmente totalmente all’oscuro del pedigree del committente dei bonifici, ha continuato a ricevere pagamenti dalla Oia LImited anche dopo che la società è passata, nel novembre del 2018, sotto al gestione di due amministratori giudiziari incaricati dal tribunale e ha iniziato ad operare in modo legale”.

La replica di Allegri

“Mi dichiaro con assoluta fermezza del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita o irregolare e, tanto meno, a qualsiasi operazione violativa della normativa sull’antiriciclaggio”. Lo afferma Massimiliano Allegri in riferimento alle presunte indagini di Bankitalia, di cui scrive oggi La Verità, su “operazioni sospette” del tecnico juventino.


“Allarme dell’antiriciclaggio per le scommesse di Allegri”, titola in prima pagina il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, secondo cui sarebbero stati segnalati numerosi pagamenti dall’estero, in particolare di una società maltese accusata di raccolta illecita di giocate e sotto inchiesta per truffa aggravata, evasione e rapporti con la ’ndrangheta.
Bankitalia starebbe indagando su alcune “operazioni sospette” del tecnico juventino, con i risk manager bancari che hanno scoperto che l’allenatore ha speso in due casinò all’estero oltre 350mila euro. Tra il luglio 2018 e l’agosto 2019, sempre secondo il quotidiano, il tecnico bianconero avrebbe fatto acquisti con la carta di credito per quasi mezzo milione di euro e gli esperti degli istituti hanno definito gli importi accreditati come possibile frutto di vincite, col tecnico della Juventus che si dichiara “del tutto estraneo a qualsiasi attività illecita o irregolare” e che nega di avere violato la normativa sull’antiriciclaggio.