Per il Toro un rendimento casalingo da incubo,un trend che va invertito

Per il Torino è stata una stagione difficilissima, soprattutto guardando all’andamento in casa. Le difficoltà per il team di Urbano Cairo sono state evidenti, l’assenza del pubblico è stata un deterrente di non poco conto. Una tifoseria abituata ai fasti del passato, che continua sempre a rimpiangerli, fa spesso fatica a capire come i granata siano da almeno venticinque anni una squadra che può puntare al massimo alla salvezza.

Ciò che non è normale, guardando ai numeri, è stato il rendimento in casa. Anche con una vittoria sul Benevento, i granata non abbatterebbero il numero negativo di vittorie interne. Che, considerando le medie ponderate, è in assoluto il peggiore, perché ha giocato 19 gare tra le mura amiche rispetto al paragone precedente. Ovvero del 2002-03, quando i granata vinsero quattro gare in 17 gare casalinghe, pur retrocedendo in Serie B senza grandi sforzi.

Quindi, ci sarà un record in negativo dovuto soprattutto al periodo di Marco Giampaolo, che aveva vinto solamente in trasferta.

Tre sono state sinora le vittorie in casa del Torino. Partendo dal 3-2 contro il Sassuolo in un recupero che sarà ricordato per un pezzo. Il Sassuolo andò in avanti per due reti grazie a Berardi, poi i cambi e anche un assalto finale consentirono ai granata di strappare i tre punti con grande caparbietà.

Musica ben diversa contro la Roma, il 3-1 è dovuto anche agli impegni infrasettimanali dei giallorossi, che arrivarono al “Grande Olimpico” senza grande mordente. Ma ciò non toglie l’ottima gara del gruppo di Nicola, che in casa si è ripetuto contro il già retrocesso Parma. È bastato un gol di Vojvoda per la conquista di tre punti decisivi nella lotta alla salvezza.

Numeri e casistiche vanno quindi presi nelle giuste misure, per sottolineare come c’è molto da cambiare. Non è un caso che nelle ultime 75 partite di Serie A, il Torino si attesti su un 48% circa di sconfitte, una percentuale abbastanza importante che va a testimoniare una certa abitudine alla resa.

Lo dimostrano anche lo 0-7 contro il Milan e quello contro l’Atalanta di un anno fa. Mai i granata in casa erano stati così maltrattati, la questione degli stimoli appare abbastanza evidente. Finito questo campionato, l’ambiente deve fare anche un bagno di umiltà, riflettendo sul perché ci sia sempre il malcontento della piazza.