Collino:”Mi tengo stretto Cairo…”

Il Toro è salvo, alleluja. Alla faccia dei tifosi incontentabili che ravvisano in Cairo il responsabile di ogni evento infausto. Io mi ricordo un Toro che in B ci andò davvero, 32 anni fa, col Filadelfia in piena attività, una sede prestigiosa in Corso Vittorio e un presidente galantuomo come Gerbi. In quel Toro militavano fior di giocatori, molti dei quali cresciuti al Fila. Marchegiani, Benedetti, G.Ferri, Cravero, E. Rossi, Comi, Fuser, Bresciani, Muller, Skoro. Un Toro guidato da Radice, l’uomo dell’ultimo scudetto. Ma le cose girarono male. Radice fu esonerato a dicembre e sostituito da Claudio Sala, a sua volta esonerato in primavera e sostituito (invano) col guru del Fila Sergio Vatta. Questo per rammentare ai maicuntent che quando l’annata va storta tutta la retorica del cuore-Toro, del Fila, del tremendismo, della Società efficiente, del passato glorioso non serve a niente. Quel Toro, dopo 16 anni di calvario tra salvezze risicate, retrocessioni (ben 5) e una serie di presidenti da circo come Borsano e Goveani (poi finiti in cella), Calleri, Vidulich, Romero e Cimminelli, fallì nel 2005. Noi lodisti lo salvammo dalla C, e iniziò in B l’era Cairo. 15 anni, di cui 3 in B all’inizio. Poi A fissa dal 2012 a oggi, con piazzamenti fra il 7° e il 16° posto, e due capatine in Europa. I Cairovattene, poi, oltre gli effetti deleteri delle loro contestazioni (in campo e fuori) sulla già fragile psiche della squadra, non sono neanche originali. Ci furono e fecero casino anche i Pianellivattene e i Rossivattene, coi risultati che sappiamo. Quindi, a meno di sceicchi (ma veri) in arrivo, mi tengo stretto Cairo. Lui almeno ha sempre pagato gli stipendi.

Fonte:Cronaca qui