Cairo:”Di Belotti ne riparliamo a fine campionato”

 

Urbano Cairo,salito al colle di Superga per rendere omaggio al Grande Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul toccante momento in cui a letto i nomi dei caduti e poi sull’attualità della squadra e in particolare su mister Nicola e su capitan Belotti. Non ha mancato di rispondere alle domande anche sulla Superlega.

“Oggi è stata una cosa assolutamente inaspettata, ero vicino a Ossola che mi ha chiesto di leggere i nomi, cosa che mi ha lasciato un attimo … poi l’ho fatto ed è stato molto emozionante leggere i nomi. Spiace che non ci sia la gente alle commemorazioni di grandi campioni, ma anche di grandi uomini. Una squadra che ha fatto qualche cosa di straordinario”. E poi il presidente del Torino ha risposto ad alcune domande sulla vittoria di ieri sera sul Parma: “Era una partita importante, molto sentita ed era importante vincere e ce l’abbiamo fatta. Abbiamo creato tante occasioni e colpito pali e traverse e di tutto di più. La squadra mi sembra che stia facendo passi avanti pur in un contesto di complessità perché giocare dovendo fare punti a tutti i costi a volte dà un po’ di blocco in più, però devo dire che stanno facendo bene. Hanno rimontato tante volte e abbiamo vinto nel finale alcune partite per cui direi che la squadra ha dato segnali molto forti e Nicola è riuscito a rinsaldare tutti e ha fatto un bel lavoro”.

Sul futuro dell’allenatore Nicola il presidente Cairo ha detto: “Io con Nicola mi trovo molto bene, Lo conosco da quindici anni  e anche di più, da sedici anni da quando iniziammo il 2 di settembre. E’ una persona splendida, un ragazzo d’oro. E’ una persona che ha un temperamento notevole, ha delle idee calcistiche che mi piacciono e tutto procede bene. Non parliamone adesso, direi che con lui il rapporto è molto buono”.

Su Belotti: “Anche ieri sera ha fatto un bellissimo gol, peccato che era in fuori gioco di qualche centimetro, ha preso un palo, si è dato un da fare nero come sempre. Sta facendo comunque sempre bene. Avere in campo lui comunque sia, anche se non fa gol, vuole dire che ci sono due calciatori avversari che lo marcano e quindi vuole dire avere degli spazzi per altri. Poi siamo una squadra ed è quello che conta. E’ bello vedere che, mi sembra con l’Udinese, che siamo la squadra che ha portato al go  17 giocatori e questo vuole dire che tutti danno e contribuiscono e fanno gol”. Alla precisa domanda sul rinnovo del capitano che ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2022 e su dove giocherà nella prossima stagione la risposta è stata laconica:”Ne parliamo a fine campionato”.

Sulla Superlega e quello che potrà accadere in Italia: “Domani c’è l’assemblea con all’ordine del giorno i tema della Superlega con l’esame di ciò che è successo. L’aver pensato a quel tipo di competizione è stata una cosa molto grave. Io in quei momenti anche molto concitati, quando venne fuori il tema della Superlega e c’erano gli animi molto agitati, lo avevo definito un attentato al calcio italiano e in generale al calcio europeo perché voleva dire sovvertire completamente tutto ciò che era stato il calcio fino ad oggi, cambiare tutto per diritto divino che non va bene. Quello che conta è la competizione e i cambiamenti che avvengono nella partita in pochi minuti quando si passa dalle stelle alle stalle e viceversa. Il calcio è bello per questo e non perché qualcuno ha più diritti degli altri e se si è così bravi i propri diritti li si fa valere sul campo. Non so se ci saranno provvedimenti, la cosa importante è che a livello di Figc si è detto che se una squadra vuole partecipare al campionato e l’Uefa ha detto che se vuole partecipare alle coppe europee deve abiurare l’idea e il progetto della Superlega”.      

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