Verdi:”Non voglio pensare alla Serie B”

Simone Verdi, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Torino Channel.Dal prossimo derby contro la Juventus alle ultime 11 giornate di campionato, il classe 1992 ha analizzato a 360 il momento della formazione di Davide Nicola.

Il derby può essere l’occasione per mostrare la vostra personalità?
“E’ speciale per l’ambiente, il derby è una gara a parte. Sappiamo che sarà difficile, loro sono forti, ma nella condizione e posizione in cui siamo ogni gara sarà fondamentale. Serve una grande partita per dimostrare se abbiamo fatto passi avanti, servono punti contro una squadra forte. E’ tanto tempo che il Toro non vince un derby, noi ci metteremo il piglio giusto”.

Come ti senti?
“Sto bene, anche se solo contro l’Inter ho cominciato titolare. Lavoro per mettere in difficoltà il mister, dobbiamo farci trovare tutti pronti. Tutti vorremmo partire dall’inizio, ma l’importante è farsi trovare pronti: l’unico obiettivo è la salvezza”.

Come ti trovi con Sanabria?
“E’ forte, un ragazzo intelligente e che in allenamento dà il massimo. Si è messo subito a disposizione, le qualità si vedono con i gol e con le prestazioni. Mi trovo bene con lui e con tutti gli altri attaccanti, l’unico obiettivo è la salvezza e serve essere mentalizzati su questo. Dobbiamo arrivarci da squadra”.

Come giudici la tua stagione?
“Al di sotto delle mie potenzialità, lo ammetto. Mancano 11 gare, io per primo devo dare il massimo per tirare fuori il Toro da questa situazione”.

Cosa serve per cambiare marcia?
“Punti, molto semplicemente. E farli con chiunque. Il campionato dimostra che ogni gara è difficile, ci sono squadre che sulla carta partono avvantaggiate ma con gli stadi vuoti non esiste il fattore campo. Dobbiamo giocarcela: saranno 11 finali per noi, ci manca un po’ di continuità perché dovevamo fare risultato a Genova dopo il Sassuolo. Dobbiamo riprendere la strada già da sabato”.

Cosa trasmette Nicola?
“Ha cercato subito di portarci spensieratezza, è arrivato in un momento delicato e tutti noi avevamo un po’ di pesantezza per i brutti risultati e le tante rimonte subite nei minuti finali. Il mister ha lavorato sulla psicologia dei giocatori: ci ha sollevato dalle responsabilità, cercando di fare un gioco più semplice, e i risultati si sono visti. Recuperare le partite è un aspetto positivo, ma anche negativo perché spesso andiamo sotto. Dobbiamo cercare di entrare in campo con mentalità diversa, provando ad andare in vantaggio e senza subire”.

Che rapporto hai con il tecnico?
“Già il primo giorno mi ha fatto capire di avere tanta fiducia in me. Sa qual è la mia posizione preferita e dove mi esprimo al meglio: sta facendo scelte che sono giuste, ha intrapreso una strada e va avanti. Io parto un po’ defilato rispetto alle scelte, ci sta. Bisogna lavorare, lui ha instaurato un rapporto sano e di sincerità, dicendo sempre le cose in faccia. I rapporti più duratori sono questi”.

Quanto credi nella salvezza?
“E’ indispensabile, abbiamo una rosa importante e dobbiamo metterci tutte le nostre forze. Da ora bisogna fare qualcosa in più per risollevarci. Non voglio nemmeno pensare alla retrocessione”.

Come ti trovi largo a destra?
“Il mister lavora tanto sul 3-5-2: è un modulo che rispecchia le qualità della squadra, mentre se dobbiamo raddrizzare la partita passiamo a un modulo più offensivo e mi mette come terzo attaccante o esterno nel 4-4-2. Io cerco sempre di dare il meglio”.

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