Lazio-Toro: il 3-0 a tavolino non è scontato

Alla fine è andata come tutti temevano: Lazio-Torino non si è giocata e l’attesa dei giocatori biancocelesti sul prato dell’Olimpico si è rivelata vana. Granata impossibilitati a viaggiare per Roma a causa della disposizione dell’Asl che ha predisposto la quarantena fino alla scorsa mezzanotte, ragion per cui una partenza in direzione della capitale non era plausibile.

Come da regolamento, calciatori, staff tecnico, dirigenti e quaterna arbitrale hanno atteso fino alle 19.15, cioè 45 minuti dopo l’orario in cui era previsto il calcio d’inizio: del ‘Toro’, ovviamente, nessuna traccia e conseguente ritorno a casa per tutti.

Quasi un ‘remake’ di quanto accaduto ad ottobre con Juventus-Napoli: allora furono i partenopei a non viaggiare verso Torino e a beccarsi lo 0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione, poi cancellati dalla sentenza del Collegio di Garanzia del CONI. Nel caso di Lazio-Torino, però, le cose potrebbero andare diversamente.

A ottobre, infatti, il Giudice Sportivo riconobbe la volontà del Napoli di non partire, antecedente alla comunicazione dell’Asl che, per quanto concerne Lazio-Torino, è arrivata in netto anticipo: niente ‘causa di forza maggiore’ insomma, il dettaglio rilevante citato dall’articolo 55 delle Noif che giustifica la mancata presenza di una squadra.

Gerardo Mastrandrea, dunque, come riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’, potrebbe non assegnare il 3-0 in favore della Lazio e decidere in prima istanza una data utile per il recupero (che potrebbe essere il 7 aprile), riconoscendo a tutti gli effetti la ‘causa di forza maggiore’ che ha bloccato il Torino.

Club granata ovviamente contrario alla decisione all’unanimità presa dal Consiglio di Lega convocato d’urgenza nella giornata di ieri, teatro di tensioni per l’apertura del presidente Dal Pino ad un rinvio: Lotito (consigliere FIGC) e Giulini (consigliere) si sarebbero messi di traverso, invocando il rispetto del protocollo FIGC così come fatto dal ds laziale Tare ai microfoni di ‘Sky Sport’.

“Avrei tante cose da dire, ma le tengo per me. Noi abbiamo rispettato il regolamento, siamo qui e attenderemo i 45 minuti a partire dall’orario del calcio d’inizio. So solo che il regolamento va rispettato, decideranno gli organi competenti. Avrei voluto giocarla questa partita, anche se questa situazione poteva andarci bene. Non ci è stato proposto di scendere in campo domani. Fino a ieri sera pensavamo di giocare, ci siamo preparati come sempre. L’unica cosa che conta è che noi abbiamo rispettato il protocollo”.

Di tutt’altro avviso il presidente del Torino, Urbano Cairo, che all’ANSA aveva commentato in questo modo la scelta unanime del Consiglio di non rinviare il match.

“Si commenta da sola. Io non credo che il calendario del campionato di serie A si difenda ignorando le realtà oggettive”.

Le possibilità che Lazio-Torino si giochi in futuro senza passare per sentenze sfavorevoli a Belotti e compagni ci sono, avvalorate dalle dichiarazioni chiare e limpide del numero uno federale Gravina, intervenuto a margine di un evento all’Ospedale Spallanzani di Roma.

“C’è un’oggettiva impossibilità di disputare la gara. Non c’entra la sentenza del Collegio di garanzia su Juve-Napoli. Sono situazioni differenti, questa della Asl non è una decisione dell’ultim’ora, è ormai di qualche giorno e anzi se non fosse rispettata, si rischierebbero anche delle sanzioni penali”.

Tutto lascia credere che l’iter della giustizia sportiva sia diverso da quello andato in scena per Juventus-Napoli: la palla passa a Mastrandrea che, entro la fine della prossima settimana, si pronuncerà con una sentenza destinata a non accontentare tutti.

COMMENTA L'ARTICOLO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.