Ziliani:”Con Immobile positivo in campo e’ un 3-0 per il Toro”

Una vicenda che pareva potersi chiudere con un patteggiamento. E invece la Lazio rischia grosso. La Procura federale ha notificato il deferimento del presidente biancoceleste Lotito e dei medici Pulcini e Rodia: il caso tamponi va avanti. Le accuse – come scrive anche la Gazzetta dello Sport – sono tante e pesantissime.

Lotito è stato deferito “per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”, ed in particolare per “non aver tempestivamente comunicato alle Asl competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020.

Le tappe della vicenda sono note, ma la Lazio è accusata di aver tenuto una condotta quasi sconsiderata, non comunicando alle Asl competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver concordato con le Asl le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra positivi, e la quarantena degli altri. Insomma Lotito avrebbe ostacolato la formazione di una “bolla” di protezione.

Inoltre gli viene contestata anche la gestione dei tre positivi del 30 ottobre prima di Torino-Lazio: di aver tra l’altro non “sottoposto all’obbligatorio periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, un proprio calciatore”,  Ciro Immobile, il quale poi ha giocato contro il Torino.

Le violazioni del protocollo Covid della Figc contestate dalla Procura ora finiranno davanti al Tribunale federale. Le sanzioni variano in base alla gravità della violazione, e vanno dalla semplice ammenda, ai punti di penalizzazione, fino alla retrocessione e all’esclusione dal campionato.

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