Bonazzoli:”Qui si sente la passione”

Oggi si è svolta la conferenza stampa di presentazione di 3 degli acquisti dell’ultimo mercato granata, ovvero Bonazzoli, Gojak e Murru. Il primo ad essere presentato è stato Bonazzoli, presentato da Davide Vagnati: “Federico lo conosco da qualche anno, visto che l’ho già avuto a Ferrara. E’ sempre stato un grande talento e ora credo sia arrivato il momento che mostri, come nel finale della scorsa stagione, queste qualità. Quando l’ho sentito ho avvertito in lui grande voglia di indossare la nostra maglia. Durante il mercato sono cambiate alcune cose e, grazie anche alla voglia di Federico di far parte di questo progetto, siamo riusciti a portarlo in granata”. 

Queste invece le dichiarazioni di Bonazzoli.

Sei considerato da molti anni una promessa del nostro calcio, qual è l’obiettivo che ti sei posto anche in termini di gol per scrollarti di dosso questa etichetta e dimostrare di aver compiuto un ulteriore salto di maturità?

“Innanzitutto volevo ringraziare il Direttore, il Presidente ed il Mister per aver reso possibile che io oggi possa essere qui, Sono orgoglioso di indossare questa maglia e prometto che quando sarò chiamato in causa darò il meglio di me. Io ho imparato a lasciare da parte il passato, ho cambiato mentalità, penso si debba dimostrare ogni giorno sul campo quello che la domenica può arrivare. Non penso al passato, per me questo è un nuovo inizio e voglio fare bene”.

Prima di accettare l’offerta del Torino hai parlato con Linetty, Murru o Quagliarella? Se si cosa ti hanno detto del Toro e dell’ambiente granata?

“Con loro ho parlato ma la mia decisione era già presa. Mi è sempre piaciuto venire a giocare qui, ho sempre trovato un grande ambiente, purtroppo oggi i tifosi non possono essere presenti ma è un ambiente dove si sente la passione per il Torino. Loro ci hanno messo quella parola in più, ma come ho sempre detto, appena ho saputo dell’opportunità di venire al Torino non ci ho pensato due volte”.

Quanto è cambiato Giampaolo rispetto alla Samp?

“Il mister è rimasto lo stesso, forse sotto certi aspetti con le esperienze importanti che ha fatto è diventato ancora più scrupoloso ed attento ai dettagli. Io l’ho conosciuto a 17 anni, quindi probabilmente quello che è cambiato di più in questi anni sono io. Anche il fatto che ci sia qui il Mister ha influito molto sulla mia scelta”.

Giampaolo ha detto che ti ha visto meno ragazzino e più maturo rispetto a quando eri alla Sampdoria, sei d’accordo?

“Assolutamente, io quando ho lavorato col mister avevo 17 anni. Sono cambiate molte cose, le esperienze che ho fatto, come quella a Ferrara col direttore o quella a Padova, mi hanno aiutato a crescere soprattutto a livello umano, ho capito che questi sono treni che non passano tutti i giorni e quindi vanno presi. Dentro di me è scattato qualcosa per non perdere questo treno e sono felice di essere qui oggi”.

Quali segreti stai provando a “rubare” a Belotti? E come ti trovi a giocare con lui?

“Purtroppo quando sono arrivato ho potuto fare pochi allenamenti ed una sola partita con lui finora. Penso non servano le mie parole per definirlo, ogni domenica riesce sempre a fare qualcosa di straordinario. Io l’ conoscevo già dai tempi dell’Under 21 e ho un buon rapporto con lui, speriamo di riuscire ad affinare anche in campo il nostro modo di giocare e credo potremo fare bene”.

Quali obiettivi personali ti sei posto per questa stagione?

“Sinceramente in questi ultimi anni ho imparato a non pormi obiettivi, sono convinto che se mi alleno in un certo modo in settimana la domenica poi si possono raccoglierne i frutti, per cui sono concentrato su quello. Di obiettivi non voglio prefissarmene, voglio solo entrare in campo e fare qualsiasi cosa possa fare bebe a me ed alla squadra”. 

Qual è la tua caratteristica che al Toro sarà vincente?

“Non mi piace darmi aggettivi, non è una cosa che mi interessa. Io posso promettere impegno, sacrificio, voglia ogni volta che scenderò in campo, questo è il minimo che io posso dare ad una società che ha dimostrato di credere in me. Sono convinto che verremo ripagati per il nostro lavoro”.

Sei in città da qualche settimana, alla luce di questa prima esperienza cosa ti piace di più di Torino e del Toro?

“Purtroppo a causa del Covid ho potuto girare poco e non sono un ragazzo a cui piace andare in giro, sono molto concentrato sul calcio. Ci sarà modo di conoscere meglio la città. Per quanto riguarda il Toro come ho detto ho avuto un impatto importante. è una società che non ha bisogno di essere presentata da me, che mi ha trasmesso grande senso di appartenenza. E’ un gruppo di ragazzi che hanno voglia di lavorare e di fare bene, e solo con il lavoro possiamo farcela”.

COMMENTA L'ARTICOLO