Cairo:”Il Toro è tra le squadre che hanno speso di più,siamo soddisfatti”

Urbano Cairo a margine del Festival dello Sport ha rilasciato queste parole:”È stato un calciomercato diverso dagli altri. Diverso perché c’erano meno risorse, meno disponibilità, meno voglia di investire. Anche grandi squadre italiane ed estere hanno fatto poco”.

“È stato un calciomercato in cui servivano operazioni intelligenti e logiche. Noi come Torino abbiamo fatto investimenti, siamo una delle società che hanno investito di più e disinvestito di meno cedendo solo un giocatore. Avremmo voluto fare di più ma devi fare i conti con i bilanci: avremo un bilancio in perdita nel 2020, forse anche nel 2021. Una cosa logica perché mancano i ricavi di biglietteria, altri da cessioni di calciatori che negli anni passati erano stati più agevoli e a costi più elevati. Pur con questo livello di attenzione, abbiamo fatto sei nuovi innesti; molte cose in difesa tra MurruVojvoda e Rodriguez, poi Linetty molto voluto da Giampaolo, poi due giovani come Gojak e Bonazzoli. Abbiamo fatto sei nuovi innesti tenendo un po’ tutti a parte qualche eccezione tra chi voleva andare a giocare come Aina, Berenguer, Boyè, Falque. I tifosi vorrebbero sempre qualcosa di più, e pure io, ma bisogna cercare di non dimenticare che il Toro 15 anni fa è fallito; in questo contesto serve stare attenti”. 

Su Belotti e Sirigu: “Abbiamo voluto tenere alcuni giocatori importanti, dei pilastri come Belotti e Sirigu. L’abbiamo fatto con successo. Il nostro mister sta lavorando bene, insegnando i suoi dettami di calcio. Con molta fiducia dobbiamo lavorare tutti insieme per bene, facendo le cose giuste, in modo da essere di grande appoggio a squadra e mister. La mancanza dei tifosi è un grande dispiacere. Tutto però va fatto in sicurezza. Il campionato deve andare avanti ma in sicurezza. I fondi sono un’ottima novità introdotta da Dal Pino che ha fatto un grande lavoro nell’attrrarre soggetti con disponibilità importanti. Si tratta di fare due cose: uno, l’iniezione di capitale che i fondi possono fare, due, il cambio di managerialità”.

“I proprietari delle squadre di calcio negli ultimi otto anni hanno dimostrato di non essere bravi gestori. Il calcio italiano otto anni fa era il secondo calcio più importante in Europa dopo la Premier, oggi siamo al quarto-quinto posto. Altri hanno fatti avanti, come la Liga e la Bundesliga per non dire della Premier. Noi no, perché evidentemente la gestione dei diritti tv non è stata fatta con le giuste strategie. I fondi servono perché selezioneranno un management adeguato a stimolare diritti domestici e stranieri, girando il mondo per attrarre acquirenti dei diritti e questo ci porterà a diritti più importanti. Oggi l’Italia ha 1 miliardo e 400milioni di diritti tra Italia ed estero, la Spagna due miliardi ed è un campionato che se la gioca con noi. Non a caso nel 2012 noi eravamo a 900 milioni e loro a 700. Hanno un bravissimo manager, Tebas, che io volevo portare in Italia, alcune squadre non ci hanno seguiti e mal ce ne incolse”.

“Noi dobbiamo attenerci alle regole e ai protocolli. Io quando c’era in discussione la partita Genoa-Torino dissi che io non ho voglia di giocare contro un Genoa decimato. Ma prendete una decisione che valga per tutti, per tutto il campionato. Lo hanno fatto ma poi queste cose vanno rispettate. Noi abbiamo avuto un positivo nella settimana di Torino-Atalanta, anche noi non ci siamo allenati per due giorni regolarmente, ma abbiamo rispettato le regole. È un fatto importante perché il campionato deve andare avanti. Poi si può arricchire il protocollo se i contagi cresceranno. Ma poi le regole vanno rispettate”.

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