Cairo:”Per il Toro avrei voluto fare di più, ma ricordiamoci del fallimento”

Urbano Cairo, a margine del Festival dello Sport ha parlato ai media presenti dell’attuale situazione calcio in tempo di Coronavirus. Ora nuovamente infermento per i nuovi contagi.



“Il Protocollo va discusso, poi magari emendarlo nuovamente, ma il tutto va risolto, perchè andare avanti è un valore. Ero favorevole a marzo al lockdown, ma la vita va avanti, altrimenti se si ferma è peggio. E’ fondamentale procedere, il Protocollo va rivisto in piccole parti, l’Uefa ha dichiarato che se ci sono 13 giocatori negativi le partite si giocano, queste cose sono una base che va tenuta. Noi dobbiamo avere chiaro che bisogna procedere per dare uno spettacolo a casa alla gente. Dobbiamo fare i conti con i contagiati, ma anche prima dovevamo fronteggiare gli infortuni, le squalifiche, ci sta. Può essere peggiore nel momento in cui i contagi sono più ampi, dobbiamo cercare di adattarci a questo mondo nuovo, sperando che duri poco, trovando magari un vaccino. Siamo in una specie di economia di guerra, tra virgolette, cercando di andare avanti per salvaguardare questi mondi. Nel momento in cui il protocollo va gestito tra governo, CTS, bisogna prevedere cosa devono fare le Asl locali. Non voglio entrare nel merito di Juventus-Napoli, la cosa che va fatta è cercare di attenersi al protocollo, dove c’è stata un’aggiunta. Non avrei voluto giocare contro un Genoa decimato, stabiliamo una regola che vada bene per tutti, non solo nel singolo caso. Adesso la regola va rispettata. Si sta giocando ed è una cosa positiva, abbiamo ripreso l’anno scorso, in un tempo concentrato, giocando ogni tre, sottoponendo i calciatori anche ad uno sforzo notevole, se l’abbiamo fatto allora, cosa che ritenevo difficile, possiamo farlo ora. Ho fatto i complimenti a Gravina perchè ha deciso di tornare a giocare, oggi, a maggior ragione, avendo una conoscenza maggiore di questo virus, possiamo andare avanti. Bisogna capire da dove vengono questi contagi, che non è causa della scuola, bensì della mobilità, della movida”. 

“Io pensavo che forse sarebbe stato meglio non ripartire l’anno scorso. Oggi le cose sono comunque ancora complicate, abbiamo visto che i contagi sono cresciuti. Rispetto a 8 mesi fa però conosciamo meglio il problema, 8 mesi fa non c’erano neanche le protezioni, mancavano le mascherine e anche molti medici, operatori sanitari hanno perso la vita per questo. Credo sia importante che ci sia molta attenzione, perché l’economia non si può fermare di nuovo. Per quanto riguarda il campionato, ci deve essere una comunione d’intenti, non voglio dare giudizi su Juventus-Napoli”.

“I calciatori hanno dato un po’ di collaborazione anche nella riduzione degli emolumenti in quel periodo difficile. Concordo: i calciatori devono avere la consapevolezza che siamo in un momento particolare, che il campionato deve proseguire ma anche loro devono avere la consapevolezza che non si può fare quello che si faceva pfino a 8/9 mesi fa ma ci vuole più consapevolezza da parte di tutti per poter portare avanti un calcio che deve proseguire per il bene di tutti”

“Il calcio sta attraversando una fase particolare. Il nostro calcio era secondo solo alla Premier League. Negli ultimi 8 anni abbiamo perso posti e siamo 5: il calcio non si è gestito bene, ha perso molto terreno. Noi abbiamo diritti Tv che ammontano a poco meno di 400 miloni mentre la Premier ne ha quasi un miliardo. Per questo dobbiamo accogliere con favore l’intervento di un fondo per affidarci a chi ha molta managerialità. Dobbiamo delegare, noi siamo proprietari delle squadre ma la managerialità deve essere in mano a persone che lo sanno fare perchè noi abbiamo dimostrato di non saperlo fare. Ci sono troppi particolarismi e non va bene: bisogna pensare al calcio come a una comunità intera. Questo soggetto si confronterà con noi ma poi dovrà scegliere il miglior manager possibile e poi questo soggetto è disponibile a versare nelle casse di questa società fondi importanti: 1 miliardo e 600 milioni che poi andranno divisi tra le varie squadre. Sono numeri importanti perchè il calcio italiano è indebitato e poi ha bisogno di sviluppare il valore dei diritti tv per crescere e arrivare ai livelli della Liga spagnola. Vuol dire nei prossimi anni avere i soldi per investire sui vivai e sulle strutture”

“La proprietà in alcuni casi va divisa dalla gestione. CI sono famiglie importanti che hanno aziende importanti che ad un certo punto hanno delegato la gestione a manager esterni altamente preparati. IL cambio di governance la trovo una cosa molto positiva perchè in questi ultimi 8 anni i residenti hanno dimostrato di non essere all’altezza scivolando al 5 posto dopo che eravamo secondi. Mentre gli altri sono molto cresciuti”

“Dal Pino? Lo conosco, non l’ho votato ma ho imparato ad apprezzarlo in questi mesi in cui ha svolto molto bene il suo lavoro di Presidente della Lega di Serie A. Ha coinvolto molto bene i fondi che hanno investito in questo periodo sul calcio italiano”.

“Sicuramente il calcio perderà in italia molto dal punto di vista degli abbonamenti. E’ una voce importante di ricavo e quindi è un tema molto delicato. Anche il calciomercato è stato molto minore rispetto ai precedenti perchè ti mancano i ricavi da stadio e non è poco, le società sono preoccupate. Anche noi del Toro abbiamo fatto molte cose ma abbiamo dovuto fare i conti con dei bilanci che saranno negativi ma abbiamo dovuto fare in modo che non lo siano troppo. Avrei voluto fare di più ma dobbiamo essere prudenti: il Toro è già fallito 15 anni fa. Le piattaforme online?E’ una strada che andrà valutata dai manager della società che si sta formando. Le piattaforme digitali stanno già lavorando molto all’estero e sicuramente arriveranno anche in Italia: hanno una marea di abbonati e possono offrire cifre importanti. Sicuramente i manager che verranno saranno in grado di capire dove andare per trovare fondi importanti”

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