Verdi: poche luci e molte ombre,ma il Toro vuole ripartire da lui

Simone Verdi il gol l’ha trovato a Ferrara, anche in bello stile: un sinistro a giro all’incrocio dove Thiam proprio non poteva arrivare. Una gioia personale e non solo, visto che col pareggio il Torino ha ottenuto la certezza aritmetica della salvezza. Ma, come per gran parte dei suoi compagni, per l’ex Napoli resta un campionato giocato ben al di sotto delle aspettative e del suo reale valore. Il giocatore ammirato a Bologna, che tutti avrebbero voluto rivedere con la maglia granata, non si è quasi mai palesato.

I numeri di Simone Verdi sono sotto gli occhi di tutti: ben 31 presenze messe a referto, ma soltanto 2 gol e 5 assist (di cui 3 da fermo), uniti a quattro ammonizioni. E pensare che fino a qualche settimana fa era addirittura sotto la sufficienza: dopo il lockdown qualche segnale di ripresa l’ha dato e finalmente si è rivisto a sprazzi qualcosa del vero Verdi. Anche se, forse, un po’ in ritardo: arrivato a Torino sul gong della scorsa sessione estiva di mercato, era stato di fatto considerato un potenziale top e magari pagato tantissimo. Il rendimento non ha però giustificato la spesa iniziale e nel rapporto qualità/prezzo può essere senza dubbio considerato un flop di quest’anno.


La buona condizione atletica vista a Ferrara e qualche buona prova di ritorno dalla sosta forzata possono però convincere Longo a lanciarlo da titolare anche nelle ultime due partite, forte di una salvezza ormai certa. Occhio alla prossima gara: in Piemonte arriverà la Roma a cui già l’anno scorso, quando era al Napoli, ha fatto male. Berenguer ormai è distante nelle gerarchie offensive.

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