Analisi della corsa salvezza: il Toro rischia - IL TORO SIAMO NOI
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Analisi della corsa salvezza: il Toro rischia

Ancora un po’ di attesa e la Serie A tornerà a fare capolino nelle nostre case: fissati per il 20 e il 21 giugno i quattro recuperi della 25esima, mentre dal 22 spazio ai turni ‘pieni’. Oltre alla lotta per lo Scudetto e l’Europa, come ogni anno assisteremo a quella avvincente per la salvezza: stando alla classifica attuale, sono ben otto le squadre coinvolte, divise tra chi ha maggiori possibilità di spuntarla e chi, invece, dovrà sudare sette camicie per raggiungere l’obiettivo.

Partiamo dal basso: il Brescia si era congedato con l’ultimo posto solitario e con una serie di problematiche di spogliatoio sorte in seguito ai continui cambi di allenatore. In più, a questa situazione già complicata, si è aggiunto il caso Balotelli che rischia di veder risolto il suo contratto in una disputa legale dopo non essersi presentato al campo d’allenamento, facendo così infuriare il presidente Cellino. Una delle poche note liete è rappresentata da Tonali, destinato comunque all’addio in una super asta a cui parteciperanno Inter e Juventus.

La corsa salvezza:

  • Fiorentina 30
  • Udinese 28
  • Torino 27*
  • Sampdoria 26*
  • Genoa 25
  • Lecce 25
  • SPAL 18
  • Brescia 16

​*una gara in meno

Due lunghezze più su troviamo la SPAL di Gigi Di Biagio che, prima del lockdown, aveva contribuito a regalare un piccolo sorriso all’ambiente sbancando – in un’atmosfera surreale – il ‘Tardini’ di Parma con un goal di Petagna, uomo simbolo che al termine della stagione saluterà per volare a Napoli. Proprio sulle sue reti si fondano le residue speranze ferraresi di conquistare la terza salvezza consecutiva, che probabilmente sarebbe anche la più sofferta.

I punti da recuperare sono sette, esattamente quelli che separano la SPAL da Lecce Genoa: se Liverani avrà tutta la rosa a disposizione, Nicola non potrà contare su un elemento di sicuro affidamento come Radovanovic, la cui stagione è già finita per via della rottura del legamento crociato. Un’assenza, quella del serbo, che alla lunga potrebbe risultare decisiva: fondamentale, infatti, sarebbe stata la sua capacità di dare ordine e geometrie al centrocampo, oltre ad uno spiccato senso del tiro da fuori che è sempre stato nelle corde dell’ex Chievo.

A quota 26 punti ecco la Sampdoria di Claudio Ranieri, che il 21 giugno scenderà in campo a San Siro per recuperare la partita con l’Inter: impegno certamente proibitivo sulla carta per i blucerchiati, attesi poi da una lista di scontri diretti che culminerà con il derby della Lanterna contro il Genoa, in programma il 22 luglio alle ore 21.45. Potrebbe essere proprio questo lo snodo cruciale di una stagione iniziata malissimo e rimessa parzialmente in piedi dall’aggiustatore romano.

Una menzione particolare merita il Torino, in caduta libera prima della sospensione: addirittura sei le sconfitte consecutive, tra le quali spiccano lo 0-7 interno con l’Atalanta e lo 0-4 esterno sul campo del Lecce, fatale a Walter Mazzarri che era stato sostituito da Moreno Longo. Nemmeno l’arrivo del nuovo tecnico aveva portato frutti immediati: ko con Sampdoria, Milan e Napoli, tanto che il recupero da giocare contro il Parma assume un’importanza enorme per interrompere finalmente questa emorragia di risultati negativi. A rendere il tutto più complicato, ci ha pensato l’ultimo infortunio occorso a Baselli, vittima di una distorsione al ginocchio con interessamento legamentoso: per lui la stagione può considerarsi conclusa.

Non può dirsi tranquilla nemmeno l’Udinese, reduce da quattro pareggi consecutivi e con una vittoria che manca ormai dallo scorso 12 gennaio: un digiuno troppo lungo per sperare in positivo, considerato che il margine di sicurezza di soli tre punti sulla zona retrocessione non è il massimo della vita. Gotti punterà tutte le sue fiches su Rodrigo De Paul, faro e punto di riferimento dal quale dipende direttamente la qualità del gioco friulano, spesso carente sotto questo aspetto.

Occhio, infine, alla Fiorentina: lo sbarco di Iachini in panchina aveva regalato quelle certezze perse durante la gestione Montella, ma l’impressione generale è che il pericolo non sia ancora scampato pienamente. I cinque punti di vantaggio sul terzultimo posto non devono indurre alla tranquillità, sebbene si siano visti evidenti miglioramenti grazie ad alcune intuizioni come l’impiego costante nell’undici titolare di Dusan Vlahovic. Per le ultimissime partite, Iachini potrebbe addirittura fare affidamento su Christian Kouamé, in via di guarigione dopo l’operazione al legamento crociato.