Paolino Pulici, anche noto, grazie a Gianni Brera, come โPulicicloneโ, si racconta a Repubblica alla vigilia del suo 70esimo compleanno. Lo storico calciatore del Torino oggi allena i bambini del Tritium a Trezzo sullโAdda.
Parla del calcio. Dice che gli interessa solo quello dei bambini.
ยซQuello dei ragazzini sรฌ. Quellโaltro mi interessa poco, non mi diverte piรน da un pezzo.ย Vedo partite in cui impiegano sette ore per fare una roba vagamente interessante, tirano avanti con questo possesso palla allโinfinito che noi chiamavamo melina. Oggigiorno sei fortunato se ci sono cinque o sei tiri a partita, ma ai nostri tempi ce nโerano una cinquantina e la gente non aveva neanche il tempo di tirare il fiatoยป.
Per lui, che la Serie A ricominci o meno, non cambia nulla.
ยซNon mi cambia di una virgola. Ma tanto bisogna vedere come fanno a sistemare le cose: come si farร a lasciare un metro tra un attaccante e un difensore? Oddio,ย a ben vedere qui non cโรจ piรน nessuno che marca standoti addosso. Quando giocavo avvinghiarsi con lo stopper per tutto il tempo era normalissimoยป.
Su una cosa รจ inflessibile: il calcio a porte chiuse.
ยซCon le porte chiuse io sarei morto.ย Mi sono sempre orientato con il rumore, la curva Maratona era la mia bussola sensoriale: non avevo bisogno di vedere la porta, ma la sentivo perchรฉ erano i tifosi a guidarmi. Sapevo perfettamente dove dovevo calciare senza bisogno di guardare. Mi bastava ascoltareยป.
In trasferta, invece, erano gli insulti dei tifosi avversari ad indicargli la direzione giusta.
ยซMagari non cโera la bussola, ma non mancava lo stimolo ed erano gli insulti dei tifosi avversari a darmelo. Adesso รจ diverso, ma noi sapevamo che non ci insultavano per odio o per il puro gusto di farlo, ma per paura che gli facessimo gol. Era una sfida, leale. Senza gente sugli spalti, il calcio non sarebbe uno sport. Giร cosรฌ si fa fatica a vedere un poโ di adrenalina in campo, figuriamoci nel silenzioยป.
E ribadisce che lโunica cosa che gli manca, del calcio, sono le urla dei bambini che allena.
ยซMi manca eccome sentire le urla e le grida dei bambini che alleno, la loro gioia, il loro entusiasmo: sono pronti a tutto, non hanno paura di nienteยป.
Pulici racconta qual รจ la prima cosa che farร quando lโisolamento finirร .
ยซAndrรฒ a cercare la normalitร , qualcuno con cui fare quattro chiacchiere. Adesso รจ un mortorioยป.
Su Belotti:
ยซร bergamasco, e chi conosce sa che tipo di carattere hanno quelli, ma per arrivare a certe altezze devi avere qualcuno che ti sostiene. Da solo, non vali nulla. Ai miei ragazzini dico: โSe pensi di essere cosรฌ bravo, gioca da solo contro cinque e dimostrameloโ. Prima mi guardano un poโ interdetti poi capiscono la lezioneยป.
Sullo scudetto del 1976:
ยซNessuno di noi si vergognava di chiedere aiuto. Se ero in difficoltร , lo segnalavo ai compagni che subito mi venivano in soccorso. Mai vergognarsi di non farcela da soliยป.
Sul futuro della martoriata Lombardia:
ยซVedo gente molto provata ma che lavora e fa di tutto per mettersi nelle condizioni di risolvere i problemi. Ma sarebbe stato meglio che quello di cui avevamo bisogno ce lo avessero predisposto prima, invece di far diventare gli ospedali degli ospizi solo per chi pagaยป.
Ma niente paura del virus, dice. La paura peggiora solo le cose.
ยซMi รจ stato insegnato che un problema va affrontato a testa alta e che la paura tante volte peggiora solo la situazioneยป.
