L’emergenza coronavirus spinge il mondo del calcio a misure eccezionali. Non si sa se l’attuale stagione agonistica potrร essere salvata, la Uefa e le federazioni nazionali ci proveranno con tutte le loro forze. Intanto, si studia una rivoluzione epocale nel calciomercato, con il benestare della Fifa.
Oltre al possibile prolungamento delle scadenze contrattuali per la stagione in corso oltre il 30 giugno, se dovessero rendersi necessari, si sta pianificando, come si legge oggi sulla ‘Gazzetta dello Sport’, una maxi finestra di mercato aperta dalla conclusione degli attuali campionati fino al 31 dicembre 2020. In questo modo, le societร , alle prese con problematiche economiche che solo alla fine dell’emergenza risulteranno chiare fino in fondo, avrebbero molto piรน tempo per organizzare le proprie strategie e cercare di condurre in porto trattative alle migliori condizioni possibili per evitare di gravare in maniera forse insostenibile sui propri bilanci.)
UEFA
Ci sono tre binari che corrono necessariamente paralleli in questo delicato momento per il mondo del calcio. Il primo รจ quello del taglio degli stipendi, il secondo porta dritto ai diritti televisivi e il terzo รจ un po’ la conseguenza di entrambi e, non a caso, รจ quello che sta piรน a cuore ai grandi club europei: il Fair Play Finanziario. L’allarme lanciato ieri da Andrea Agnelli in rappresentanza dell’Eca non รจ solo un invito a trovare una soluzione che permette alle societร di non finire a carte quarantotto, ma รจ la versione gentile di una discussione che sarร invece aspra con la Uefa sulla rivalutazione, se non addirittura sull’abolizione, dei parametri attualmente richiesti alle societร per poter accedere alle coppe europee.
Il succo del discorso, sintetizzandolo e banalizzandolo il piรน possibile, รจ il seguente: l’attuale “regime” economico permette ai club uno sforamento di 30 milioni tra ricavi e costi. In assenza di ricavi, causa coronavirus e conseguente stop a campionati e coppe, restare all’interno dei parametri richiede parecchia fantasia ed รจ pressochรฉ impossibile. Per capirci: come puoi sostenere l’ingaggio di Ronaldo o Messi senza incassare un euro? Questo, molto banalmente, รจ quello che l’Eca sta dicendo e dirร alla Uefa.
In quest’impossibilitร di rispettare le regole si incastrano, appunto, gli altri due binari. Da giorni si sta provando, in Italia ma anche nel resto d’Europa, a trovare un’intesa con i giocatori per arrivare a un taglio degli stipendi. Questione aperta che in qualche modo troverร una soluzione, ma questione affatto semplice. I giocatori sono legati da contratti e, per moltissimi versi tranne forse quello “morale” hanno tutto il diritto del mondo di continuare a incassare mensilmente l’assegno del loro stipendio. Le societร , d’altro canto, non possono spendere oltre un certo limite se non fanno cassa. Anche qui vale un esempio semplice semplice: se un bar resta chiuso per l’emergenza coronavirus e non incassa difficilmente potrร far fronte alle spese di affitto e fornitori. Per il calcio, con dimensioni economiche differenti, vale la stessa cosa.
E lo stesso vale anche per i diritti televisivi: perchรฉ devo pagare per uno spettacolo che non va piรน in onda? E gli sponsor? Perchรฉ tirare fuori soldi quando il mio marchio rimane chiuso nel cassetto?
Sarร insomma un tema complesso da districare ma che porta a un’unica soluzione: il Fair Play Finanziario, cosรฌ com’รจ concepito oggi, non ha piรน senso e non puรฒ piรน esistere. Lo aggiorneranno? Forse, e la questione era tra l’altro sul tavolo da diversi mesi. Troveranno soluzioni intermedie come l’esclusione della stagione in corso nel conteggio dei triennii? E’ possibile. Lo aboliranno definitivamente? Non รจ da escludere. Quel che รจ certo รจ che quel che conosciamo oggi non sarร domani. Addio, insomma: ha avuto molti meriti e piรน di un demerito, non ha restituito equilibrio al calcio mondiale, com’era nell’idea di partenza, ma ha evitato il fallimento di qualche club. Non รจ stato perfetto, ma nemmeno disastroso. In ogni caso, non sarร piรน. Non cosรฌ almeno.
