Emergenza Coronavirus: Ferrari e Mercedes pronte a produrre respiratori


Cinque scuderie di Formula 1 tra cui anche McLaren, Red Bull e Williams, sono pronte a collaborare con i rispettivi governi per progettare e costruire attrezzature indispensabili agli ospedali per gestire l’emergenza Covid-19, con particolare riferimento ai reparti di terapia intensiva. E nella corsa agli aiuti merita di essere sottolineato lo splendido esempio di Gian Paolo Dallara.

Ferrari, Mercedes, McLaren, Red Bull e Williams: cinque scuderie di Formula 1 pronte ad attuare la riconversione produttiva delle loro fabbriche e a scendere in pista in prima persona a lottare sul fronte dell’emergenza Coronavirus. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, anche l’industria dell’auto ha deciso di offrire il proprio prezioso contributo per dare una mano concreta agli ospedali impegnati per contenere il dilagare della pandemia Covid-19.

La scuderia di Maranello ha dato ampia disponibilità in tal senso. Attivandosi attraverso le aziende partner in un progetto di largo respiro che vede coinvolta anche la Exor, la holding della famiglia Agnelli, la Ferrari si è detta pronta a produrre 500 respiratori al mese. Una sfida gigantesca che ovviamente costringerà tecnici e ingegneri a reinventarsi in tempi record: abituati a progettare macchine che sfrecciano in pista, dovranno realizzare dall’oggi al domani apparecchiature sanitarie. A anche Oltremanica qualcosa si muove: Mercedes, McLaren, Red Bull e Williams hanno offerto la propria collaborazione al governo britannico per ideare e realizzare nel concreto una serie di attrezzature indispensabili per i centri di assistenza sanitaria.



La Gazzetta dello Sport, inoltre, dedica ampio spazio all’iniziativa di Gian Paolo Dallara: l’83enne ingegnere parmense, creatore della Lamborghini Miura, si è infatti attivato per mettere in contatto una start up bresciana con un’azienda americana che fornisce stampanti in 3D. L’obiettivo è la realizzazione in tempi brevissimi di maschere ospedaliere destinate alla terapia sub-intensiva.

Fonte eurosport


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