Serie A: ci si dimena per ripartire ma diventa sempre più difficile


Alla fine, anche Lotito si è arreso. «La ripresa degli allenamenti, precedentemente fissata per lunedì 23 marzo, è stata posticipata a data da destinarsi», si legge nel comunicato pubblicato nella giornata di ieri dalla Lazio.

Il patron dei biancocelesti – scrive “Repubblica” – ha dovuto rassegnarsi all’idea che la serie A non riprenderà prima di maggio e che addirittura potrebbe non riprendere più. Basti pensare che anche la Premier League ha aggiornato le sue scadenze e sta pensando di riprendere il 1° giugno a porte chiuse.

Allo stesso modo – a giugno e a porte chiuse – giocherebbe anche la Serie A, con l’idea di proseguire anche nel mese di luglio. L’idea è ovviamente estrema, e costringerebbe le squadre a scendere in campo la sera, come detto a porte chiuse.

Nulla può essere dato per scontato, considerando che non si conosce l’evolversi della malattia. Gli atleti dovrebbero quasi certamente sottoporsi a un nuovo ciclo di visite di idoneità, ma i danni del Coronavirus sono ancora in parte ignoti, e non è detto che siano compatibili con l’agonismo.

In più, ci sarebbe da considerare la gestione del rientro dei calciatori andati all’estero: è quasi certo che dovranno andare in quarantena, sempre ammesso che riescano a lasciare i Paesi di provenienza.

Tommasi (AIC) potrebbe proporre di ripartire nella nuova stagione con un handicap di classifica da studiare: per esempio, il Benevento inizierebbe la prossima serie B mantenendo una parte dei22 punti di vantaggio accumulati in questi mesi sulla terza, ma è solamente un’ipotesi.


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