Galliani: “Dopo il virus, nulla sarà come prima”


L’amministratore delegato del Monza in una lunga intervista tocca temi d’attualità, soprattutto legati al mondo del calcio. Prima imprenditore, oggi Senatore, con una proposta che potrebbe mettere fine una volta per tutte al dibattito sul parziale risarcimento degli stipendi dei calciatori


Galliani: “Dopo il virus, nulla sarà come prima”. “Il calcio non è solo Ronaldo, Messi e Ibrahimovic. Tanti giocatori, tecnici e dirigenti delle serie inferiori guadagnano poco più della gente comune. Sono lavoratori a tempo determinato. Per questo servono misure di sostegno“. Adriano Galliani vive in simbiosi con il calcio dall’inizio della propria carriera come dirigente nel Monza, club in cui è tornato dopo aver aiutato il Milan di Silvio Berlusconi a vincere tutto. La foga e il coinvolgimento di ogni sua esultanza dopo i gol dei propri giocatori è riposta in un cassetto durante questi giorni difficili, in cui l’ex presidente della Lega Serie A e attuale Senatore della Repubblica ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport.

Galliani si è espresso soprattutto in merito agli stipendi dei calciatori. La superficialità e la faciloneria dell’italiano medio riconduce spesso la figura del calciatore a quella del milionario. Ebbene, non sempre è così, nella maggior parte dei casi non è così. “Il mondo del calcio si affidi alla miglior società di revisione del mondo, autonoma e indipendente. E le si chieda nei tempi corretti di fare la conta dei danni. Poi verranno fatti i tagli adeguati”.

L’azienda calcio muove un’enorme mole di denaro all’interno dell’economia del Paese ed Adriano Galliani ne è pienamente a conoscenza. Nei giorni scorsi Francesco Ghirelli, a capo della Lega Pro, si era detto aperto a proposte inerenti a tale tema e l’a.d. del Monza non risparmia elogi per la figura a guida del proprio campionato: “Ghirelli è stato il primo a istituire un comitato di crisi che assicura assistenza ai club”.

Galliani: “Mi affido alla comunità scientifica. Il resto sono solo chiacchiere”. E si complimenta con l’Atalanta

Fiducia nella scienza, consistente diffidenza verso i social. Così si può riassumere l’atteggiamento di Adriano Galliani nei confronti dell’emergenza attuale. Il coronavirus è entrato nelle nostre vite a gamba tesa e l’ex dirigente del Milan fornisce un punto di vista che di teorico ha ben poco: “Ci sarà un prima e un dopo-virus. Tanti procedono al buoio e straparlano. Io mi fido della comunità scientifica, è ai ricercatori che do retta. Odio i social, o meglio la loro facoltà di dare voce a chiunque, inondandoci di false informazioni. Sono legato alla carta, ai quotidiani ed accetto opinioni diverse dalle mie. A patto, però, che sia un professionista”. Idee chiare e discorso sviluppato in una dimensione concreta. In un momento come quello attuale non servono proclami, promesse. Il virus non scade da un giorno all’altro e servirà tempo per vedere la luce in fondo al tunnel.

Galliani ha risposto a domande inerenti al mondo del calcio giocato, o meglio sospeso: “Non avrei apprezzato la conclusione del campionato tramite playoff. In un modo abbiamo iniziato, nello stesso dobbiamo finire. Se non c’è la possibilità, è giusto cristallizzare tutto all’ultimo turno disputato. Giusto rinviare Euro2020“. In Serie A, ormai apprezzata ed amata esclusivamente da tifoso, ha una squadra che lo ha entusiasmato: “L’Atalanta mi ha stregato, ricorda il Milan degli anni ’80”. Proprio sui colori del suo cuore non fornisce una risposta scontata, già vista. Preferisce semplicemente non trattare ciò che non è più una sua mansione: “Non sopporto chi va via e spiega sui giornali cosa si dovrebbe fare. Se lavori nel club ti dai da fare, quando ne esci stai zitto. Come faccio io”.


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