È Longo il candidato forte a sostituire Mazzarri

Moreno Longo

Il 4-0 di Lecce potrebbe costituire l’ultimo capitolo di Walter Mazzarri come allenatore del Torino. La squadra, nonostante la settimana di ritiro a Novarello post 0-7 subìto contro l’Atalanta, non ha dato la reazione sperata, e in questo momento le riflessioni di Cairo sono molte. Il presidente, chiuso negli spogliatoi del “Via del Mare”, ha parlando con i senatori del gruppo, Sirigu, Belotti, De Silvestri e Rosati, a cui si aggiunge Emiliano Moretti, figura dirigenziale di raccordo tra squadra e società.





Nessuno dei protagonisti ha parlato (il Torino sta valutando anche il silenzio stampa), ma è indubbio che il futuro di Mazzarri (fino a ora sempre confermato da Cairo) sia appeso a un filo. Il candidato numero uno per poterlo sostiuire è Moreno Longo, che nel Toro ha vinto lo Scudetto e la Supercoppa Primavera e che ha un ottimo rapporto con l’ambiente. Longo, inoltre, ha lavorato a stretto contatto con Bava, attuale ds granata, proprio durante il suo lungo trascorso nel settore giovanile. Si resta in attesa di novità.

2 comments on “È Longo il candidato forte a sostituire Mazzarri
  1. Augusto Marocco ha detto:

    Un solo conciso pensiero: si giochi con la maglia blu fino a fine stagione, quella è la vera divisa sociale della Cairese FC!
    Noi tifosi dovremmo praticare uno sciopero a oltranza come arma distruttiva nei confronti della presidenza Cairo, è ora di usare le maniere forti in maniera pacifica, facciamoci sentire, oramai siamo diventati la barzelletta del calcio italiano!

  2. Granata perso ha detto:

    Quello che lascia sbigottiti non è solo la guida tecnica, ma una conduzione societaria priva di competenze come dimostra l atteggiamento del post partita. Stanno riflettendo su cosa? Avrebbero dovuto essere pronti già dopo la fine del primo tempo visto che dall inizio della stagione il comportamento della squadra è deficitario. La colpa è si dell allenatore, incapace di trovare soluzioni a partita in corsa, visto che non sa leggere la tattica avversaria e lo ha dimostrato anche nella stagione precedente quando le cose giravano meglio ma evidentemente le lacune venivano colmate da un entusiasmo oggi dissipato all interno di uno spogliatoio ormai diviso. La scelta della rosa, seppur condizionata da un presidente mai tifoso di questa squadra, è stata penosa. 25 milioni spesi per Verdi sono l emblema di un fallimento che dimostra la totale incapacità di stare nel mondo della serie A. Per non parlare delle lacune palesate a centrocampo che di riflesso hanno indebolito una difesa che solo all apparenza si immaginava forte. Ma sono giocatori da serie A i vari Meité, Lukic e lo stesso Rincon? Quando e dove lo hanno dimostrato? Pur avendo caratteristiche diverse hanno in comune la mancanza di tecnica e soprattutto testa per poter capire come impostare un azione che sia degna di essere considerata tale. Due passaggi di prima nn sono in grado di farli, un lancio preciso non sanno cosa sia, di inserimenti efficaci non hanno dimestichezza e lo dimostrano con la loro media gol. Fintanto che Baselli chiudeva le loro falle le pecche si notavano meno, senza l unico vero leader del centrocampo i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E i dirigenti, possibile che nn se ne siano mai accorti? Giocatori mediocri ma migliori di questi erano disponibili nelle sessioni di calciomercato estivo e invernale ma lo scempio doveva compiersi con la ridicola e inutile presenza all ultima sessione di un direttore sportivo sconosciuto ai più. Scelto da chi? E per aver scoperto quale fenomeno della Primavera? Ma perché ci sono giovani saliti alla ribalta provenienti dal Toro? Qualcuno è in serie B e li rimarrà perché si erano messi in luce vincendo lo scudetto con Longo e sono passati un po’ di anni… A proposito di Longo, pensate mica che sia l uomo in grado di fare giocare e divertire questa squadra? È vero che a Frosinone gli avevano regalato il mitico Molinaro ma da quelle parti nn lo rimpiange nessuno e anche a Vercelli nn c è nessuno che lo ricordi per il bel gioco. Quindi occhio a nn illudersi che la sostanza possa mutare, forse qualcosa giusto per aver dato un segnale con un cambio di panchina – in questo momento, a 4 ore dalla quarta disfatta consecutiva e la dodicesima in campionato – ancora da ufficializzare. I tifosi devono solo augurarsi che l’Urbano si faccia da parte, qualcuno disposto a comprare la società si farà avanti, in una città troppo condizionata dai poteri forti e di conseguenza poco ospitale per chi nn è disposto a vincere le sfide. Siamo stanchi delle continue umiliazioni, si assomiglia a malati terminali condannati perennemente a soffrire tramandando da generazioni disfatte e stagioni di serie B indimenticabili tra Castel di Sangro e Licata passando da Fiorenzuola e Ancona, realtà calcistiche non proprio storiche. Il nostro Dna sarà pure questo ma bisogna invertire la tendenza e tornare ad essere quelli che siamo, ovvero UNICI, prima che sia troppo tardi e la nostra unica e irripetibile presenza si estingua.

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