Filadelfia e Robaldo,Cairo attacca ma viene ripreso da Fondazione e Comune


Il Toro è senza pace. Dopo le contestazioni in città e al Grande Torino, nei giorni scorsi sono arrivate anche quelle sui social di Urbano Cairo. Le ultime risposte del presidente del Toro sono arrivate nella notte di lunedì, sul tema forse più caro al mondo granata che riguarda anche la città: l’impianto per le giovanili. Non solo Robaldo, ma tante polemiche anche sulla situazione del Filadelfia: «C’è una Fondazione che ha in cassa 1,5 milioni di euro (500.000 grazie all’acquisto da parte mia dei seggiolini del Fila quando ci fu l’inaugurazione, lo feci per dare un ulteriore contributo oltre al milione versato dalla Fondazione di mia mamma) e non li spende». Su come investirli, il presidente ha le idee chiare: «Si potrebbe fare la mensa, la sala relax, l’ufficio e sistemare le vele. Invece nulla, sono due anni e mezzo che questo milione e mezzo è lì inutilizzato».

Un commento fiume che critica la Fondazione Filadelfia senza mezzi termini: «Cosa fa la Fondazione? Cosa aspetta ad investire i soldi che ha in cassa? Il Torino paga l’affitto anche sul presupposto che questi lavori andavano fatti. Invece nulla, tutto fermo, come per il Robaldo. Il Torino ed io siamo danneggiati da questi ritardi, da questo immobilismo e qualcuno gira la frittata e dà la colpa a noi. Follia! Questa è la verità».

Un’accusa alla Città e alla Fondazione che ha ricevuto risposte crude. In primis da Luca Asvisio, presidente della Fondazione Filadelfia: «Non è corretto dire che il Torino è la vittima, per il completamento del Lotto 2 esistono delle norme sugli appalti da rispettare, bisogna seguire procedure che non erano state avviate perchè non si era trovata una stazione appaltante. Adesso c’è, è compito della S.C.R. Piemonte indire una gara con tutti i crismi di legalità. Voglio ricordare che la Fondazione è un ente pubblico, non si può gestire la situazione come fosse il giardino di casa propria. In secondo luogo bisogna rispettare le scelte di tutti i consiglieri del consiglio d’amministrazione che l’8 gennaio ha deliberato che per il via ai lavori serve una copertura finanziaria totale, quindi comprendente anche il Lotto 3 dove dovrà sorgere il Museo. Noi vogliamo un Filadelfia finito e stiamo facendo le cose seriamente».

Sul futuro del Filadelfia è intervenuto anche Mecu Beccaria, presidente del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata e uno dei 5 consiglieri del C.d.A della Fondazione insieme a Rampanti, Ferrauto, Voltolini e lo stesso Asvisio: «Se Cairo imputa delle colpe alla Fondazione, non si dimentichi che uno dei cinque consiglieri è il Torino (Ferrauto, ndr). Finora abbiamo recepito ed esaudito tutte le richieste del Toro, anche quelle poste all’ultimo momento e non previste in origine come la costruzione delle cosiddette vele a protezione del campo principale e il secondo campo riscaldato: abbiamo speso in tutto 1milione e 150mila euro (850 mila le vele), una cifra che ha inciso tanto sulle nostre casse».

Prosegue Asvisio riguardo alla costruzione del terzo lotto del Filadelfia: “Per il lotto 2 solo adesso si sono potute avviare le normative necessarie per procedere ai lavori, per il lotto 3 invece pur avendo deciso di avviarlo ci sarà prima da discutere la copertura finanziaria. Il progetto doveva essere approvato dal C.d.A. ed è quello che è avvenuto l’8 gennaio. Da parte di Beccaria c’era la sensazione che mancassero delle risposte da parte del Comune e da parte del Torino Calcio e questo può anche essere vero, non è sbagliato. Le accuse di Cairo? Io non commento quello che dicono gli altri, riporto i dati e dico quel che si può fare nel rispetto della norma. Quel che vuole fare il Torino lo decidano loro, io posso decidere cosa voglio fare io, non cosa possono fare gli altri. Da loro non mi aspetto nulla. Io rappresento un ente e posso dire cosa può fare questo ente”.

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