Riceviamo e pubblichiamo: “Voglio ricordare ai più giovani chi siamo”


Sinceramente non amo parlare di Cairo, di Mazzarri o del 3 – 5 – 2, perché per me il Toro è ben altro. Anche i più giovani hanno il diritto di conoscere la nostra storia, dal 3 dicembre 1906, in poi, altrimenti, potrebbero pensare, leggendo sempre i soliti post, che siamo ” solo ” quelli degli ultimi 14 anni o peggio ancora degli ultimi 26. Io stesso, lo ammetto, non ricordo tutte le date e nemmeno tutti i calciatori, per quello fortunatamente, c’è Sandro Bertolino, ma almeno i fondamentali, quelli si. Dalla nostra nascita ( dalla fusione tra l’ F.C. Torinese 1894 e un gruppo di dissidenti della juve ), passando per il Toro del Conte Marone Cinzano, del trio delle meraviglie ( Baloncieri, Libonatti, Rossetti ), lo scudetto revocato del 27 e poi, quello assegnato del 28. E poi Ferruccio Novo e il Grande Torino di Capitan Valentino, dal 42 al 49 ( 5 scudetti consecutivi e una Coppa Italia ), fino alla tragedia di Superga. Il Toro di Gigi Meroni, il nostro campione – artista, morto in un tragico incidente stradale ( 1967 ) e di Nestor Combin, autore di una tripletta nel derby, la domenica successiva ( 4 – 0 ). Il Toro tremendista di Gustavo Giagnoni e Giorgio Ferrini, dello scudetto rubato ( dai gobbi ) nel 72, dello schiaffo a Causio ( Giagnoni ) e delle rincorse a Sivori ( Ferrini ), preso letteralmente a calci nel culo, dal nostro Capitano. Il Toro di Pianelli e Radice, con i gemelli del goal, del mio mito Paolino Pulici, dei dribling di Claudio Sala e delle acrobazie del Giaguaro Castellini, si, proprio quello dello scudetto ( 1976 ) e dei 51 punti ( 1977). Il derby del 3 – 2 ( 1983 ), dei tre goal in tre minuti. Il Toro di Junior e Dossena, del secondo posto, dietro al Verona di Bagnoli ( 1985 ). Poi l’avvento di Borsano e quindi il Toro di Mondonico, di Martin Vasquez, delle discese di Gigi Lentini e i goal di Walter Casagrande, quello della finale persa ad Amsterdam ( due pali e una traversa ) nel 1992 e poi l’anno dopo, con i resti di quella squadra, con l’innesto del Pato Aguilera e Andrea Silenzi, la Coppa Italia del 93 ( ultimo trofeo alzato al cielo ). E poi la discesa verso il basso, con qualche sussulto, come i due derby vinti, nella prima gestione Calleri e la buca di Maspero ( con la magica rimonta dallo 0 – 3 al 3 – 3 ). Poi qualche gioia qua e là (perlopiù ritorni nella massima serie ), gli spareggi per tornare in A, i 70000 del Delle Alpi ( contro il Mantova ), ma soprattutto delusioni, perfino l’onta del fallimento sportivo ( grazie a Romero e Cimminelli ) nel 2005. Poi la rinascita con Cairo, ma anche la delusione, per quelle che erano le aspettative iniziali, con una società solida, ma relegata spesso a metà classifica, a parte una partecipazione all’Europa League, con annessa la magica notte di Bilbao e ” perfino ” un derby vinto ( 2 – 1 ), con al timone Giampiero Ventura e le reti di Matteo Darmian e Fabio Quagliarella. Adesso aggiungo solamente, che non sono uno che si accontenta, sono anch’io in attesa di un Messia Granata, ma nel frattempo, non chiedetemi di smettere di tifare, proprio non ci riesco. Nel mio cuore, nei miei ricordi e nei miei sogni, ci sarà sempre Lui, Pupi gol ( nella foto ), tutto quello che ho scritto e tutto quello che ho dimenticato ( di scrivere ) e il mio posto ideale ( nonostante la distanza ), sarà sempre lì, in Curva Maratona, nel passato, nel presente e nel futuro e non permetterò a nessuno di intromettersi, su questo e su tutto ciò che ho scritto. Sicuramente mancherà qualcosa, avrò fatto, senz’altro qualche errore, ma quello che è certo, è che la mia fede resiste e non muore.

FVCG!
Sergio Pierantonio

One comment on “Riceviamo e pubblichiamo: “Voglio ricordare ai più giovani chi siamo”
  1. Anonimo ha detto:

    Grazie per avermi fatto ricordare quelli che sono stati momenti indimenticabili sia per la gioia che per le nostre tante disgrazie ma comunque dopo esserci demoralizzati a vedere certe partite saremo sempre presenti in Maratona e finché batterà il cuore per qu
    questa maglia e questa curva
    il Toro vivrà

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