Bilancio Toro: si dipende dalle plusvalenze,per il 2019 previsioni incerte


Il Torino va in rosso nel 2018 dopo cinque anni di utile consecutivo, trend che probabilmente sarà replicato nell’anno successivo, il 2019, che però è ancora da chiudere. Se il 2017 l’utile era stato di 37,2 milioni di euro, l’anno scorso si è chiuso con una perdita da 12 milioni di euro. La ragione è da indagare nel calo delle plusvalenze e all’aumento dei costi.

I DIRITTI TELEVISIVI – Il Torino, come altre delle squadre di media classifica, è ampiamente dipendente dalle tv. Addirittura il 71% dei proventi arrivano dai 54 milioni che i granata possono vantare nel 2018, una cifra che andrà ritoccata verso l’alto (seppur non di troppo) nel 2019, vista la presenza nelle coppe europee, seppur fino ai preliminari, e il piazzamneto in classifica.

I COSTI – Sono aumentati di molto rispetto tra il 2017 e il 2018: gli stipendi hanno raggiunto quota 62 milioni (più 7,5 rispetto all’anno prima) mentre il saldo della gestione economica dei calciatori è nettamente cambiato: -10,5. Un qualcosa che potrebbe ripetersi anche nel prossimo bilancio considerati alcuni investimenti per Verdi e i riscatti di Djidji, Aina e Zaza, senza di fatto delle cessioni da chi ci giocava nello scorso anno.

LJAJIC E NIANG – Insomma, la proiezione per il 2019 non sarebbero delle più rosee, ma nel computo bisogna aggiungere chi l’anno scorso non era al Toro. Quindi dipenderà anche quanto impatteranno sul risultato finale le cessioni di Niang al Rennes e Ljajic al Besiktas, oppure Avelar al Corinthians. Il Toro è sano da un punto di vista finanziario, però non è (ancora) autosufficiente e deve lavorare con le plusvalenze in uscita.


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