Dopo il dramma,Luis Enrique torna in panchina


“Nostra figlia è deceduta oggi pomeriggio all’età di 9 anni dopo aver lottato intensamente per 5 mesi contro un osteosarcoma. Ci mancherai tantissimo ma ti ricorderemo ogni giorno della nostra vita nella speranza di incontrarci di nuovo in futuro. Sarai la stella che guida la nostra famiglia. Riposa Xanita”. A tre mesi dalla morte di Xanita per tumore alle ossa e dalla commovente lettera di papà Luis Enrique per salutare la sua piccola, l’allenatore tenta di esorcizzare il dramma tornando sulla panchina della Spagna per guidare “Le Furie Rosse” all’Europeo2020.

Luis Rubiales, presidente della Federcalcio spagnola, spiega la scelta di far tornare Luis Enrique sulla panchina delle Furie Rosse. “E’ stato chiaro sin dall’inizio: quando si sarebbe sentito pronto per tornare, la porta sarebbe stata sempre aperta. L’ho sempre detto, sono sempre stato onesto. Nessuno può sentirsi preso in giro -dice riferendosi alla reazione stupita dell’oramai ex ct, Robert Moreno, che ieri non ha reagito come da attese alla notizia-. Ho parlato con Luis tre volte da quando è scomparsa sua figlia. Il 29 agosto gli ho fatto le mie condoglianze, ci siamo poi visti alla fine di ottobre e ci ho parlato ieri”.

“Voglio ringraziare Moreno per il suo lavoro, ha fatto bene e siamo contenti. Però ripeto, ha parlato con Luis Enrique ed è tramite lui che abbiamo saputo della sua voglia di tornare”.

“Sapevamo della sua volontà ma abbiamo deciso di non dire niente fino a qualificazione chiusa. L’ho chiamato ieri, ci ha detto subito di sì e ci ha ringraziati per aver mantenuto la parola data. Abbiamo sempre agito con trasparenza, siamo stati leali con tutti. Luis ha detto basta per la peggior cosa che possa accadere come la scomparsa della figlia. Però è sempre stato il leader e il faro del nostro progetto, ha un contratto fino al Mondiale del Qatar”.


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