Dire “Rizzoli filo-juventino” non è reato


Definire Rizzoli arbitro filo-Juventus non è reato. È un’opinione rispettabile e non offensiva. Lo ha stabilito il gip di Bologna Truppa che ha confermato la richiesta di archiviazione già presentata dal pm contro la querela presentata dall’arbitro Rizzoli contro il giornalista del Fatto quotidiano Paolo Ziliani.

L’ex arbitro Rizzoli ha querelato Ziliani che nell’aprile 2017 scrisse un tweet in cui affermò che Rizzoli era stato nominato alla Can (commissione arbitri nazionale) in quanto filo-juventino. “Tale indicazione – scrive il giudice – è reputata fortemente lesiva della reputazione e della integrità morale del denunciante”.

Secondo il giudice, Ziliani utilizza un “linguaggio misurato, composto ed equilibrato, senza frasari sconvenienti o parole poco consone al ruolo del giornalista, e senza utilizzare aggettivazioni pesanti e colorite”.

Il giudice si sofferma sulla interpretazione soggettiva di fatti arbitrali da parte di Ziliani. E scrive che “così ragionando si apre la strada a quella verità soggettiva che – anche nel mondo della critica sportiva calcistica – consente di dare corpo ad una critica che alimenta le polemiche e le discussioni tipiche di questo settore sportivo e che finiscono per eliminare il carattere strettamente offensivo alla aggettivazione utilizzata che costituisce in definitiva unto dei modi ordinari di criticare l’operato degli arbitri in qualsiasi modo decidano un episodio determinante delle partite di calcio. Nessuna offesa o denigrazione penalmente rilevante deve, pertanto, ritenersi concretizzata ma solo una critica alla ritenuta (e soggettiva) assenza di imparzialità dell’arbitro Rizzoli che non avrebbe meritato quella designazione”.

COMMENTA L'ARTICOLO