Una tifosa:”Il Toro siamo anche noi che vogliamo che Cairo non passi la mano”

Non tutti i tifosi del Toro sono d’accordo con la petizione che chiede a Cairo di passare la mano.

Per dare voce a tutti pubblichiamo anche la lettera di una tifosa non allineata alla richiesta di cambio societario.

Quello che plasticamente si sta notando,non solo da oggi,è una netta spaccatura all’interno del mondo del tifo granata,chi pro e chi contro questa dirigenza,cosa mai accaduta con questa “ferocia”.

Si è persa la compattezza che una volta caratterizzava i tifosi del Toro,oltre ad aver perso quello spirito tremendista che chi indossava la maglia granata in campo ne faceva una caratteristica imprescindibile riconosciuta anche dagli avversari.

Auspichiamo di ritrovare tutti al più presto,sugli spalti,sul campo e in società il vero spirito granata…

Caro Presidente, sul web circola una lettera rivolta a lei e non ce la faccio a non puntualizzare un aspetto che è sfuggito ai signori de IL TORO SIAMO NOI, (che ha raccolto e promosso le istanze degli “scontenti”) Il Toro siamo tutti, nessuno ha la delega né può arrogarsi il diritto di parlare a nome dei tifosi. In questo momento ci sono coloro che le chiedono di vendere, e ci siamo noi che oggi abbiamo deciso di esprimere il nostro punto di vista, mettendoci come sempre nome, cognome e faccia. Siamo anche noi che, pur nel rispetto del pensiero altrui, prendiamo le distanze da certe stucchevoli dissertazioni, e se non scriviamo lettere e promuoviamo raccolte di firme, è solo perché abbiamo l’abitudine di trascorrere il tempo libero in attività positive e propositive, piuttosto che bighellonare sui social”.

“Il Toro siamo anche noi, noi che abbiamo tutte le intenzioni di sostenerla perché, pur nella consapevolezza che tutto sia migliorabile (e siamo convinti che lei abbia tutto l’interesse e l’orgoglio per farlo) riconosciamo in lei colui che finalmente, nel triste panorama del calcio italiano, ha riportato il Toro stabilmente in serie A, creando un modello di società che rappresenta un esempio di buona gestione per tutti. Il Toro siamo anche noi che abbiamo scelto di venire allo stadio per divertirci e per sostenere i ragazzi, proprio in virtù del colore della maglia che indossano”, così continua la lettera.

“Perché se vogliamo essere davvero il dodicesimo uomo in campo, non possiamo rimanere nello spogliatoio o peggio ancora a casa, ma dobbiamo essere protagonisti, trascinatori. Il Toro siamo anche noi, certamente meno rumorosi, ma sicuramente più indaffarati nei club, in curva, nei distinti, in tribuna, in trasferta. Senza timore di dire la nostra, e con l’entusiasmo e con l’orgoglio che hanno sempre caratterizzato la gente del Toro. ANCHE quando eravamo in serie B, anche e soprattutto quando pareva che non potessimo avere un futuro”.

Claudia Forzano Mondovì

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