Lo sfogo dell’avv.Marengo:”Prima la Fiat ora Cr7,vogliono ancora fare sparire il Toro”


Dal suo profilo Facebook l’avvocato Marengo esprime il suo disagio per il ruolo che il Toro gioca in città.

Riporto parti di un articolo de La Stampa di oggi: “Il presidente della Camera di Commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, ci tiene a riconoscere la capacità imprenditoriale dell’attuale presidente della Juventus. «La sua lungimiranza – spiega – si vede dai risultati economici della società. Grazie alla Juve che vince e al fuoriclasse Ronaldo, la città ha ottenuto una visibilità mondiale che prima non aveva»… «Aiutiamo la Juve a creare un progetto di intrattenimento legato a questo brand fortissimo, una sorta di Mondo Juve ben più grande del museo che c’è ora».” E se non bastasse il Presidente della Camera di Commercio, ecco le dichiarazioni, sempre prese dall’articolo citato, di “Gianfranco Carbonato, patron di Prima Industrie e granata: «Non sono un esperto di turismo sportivo o di ristorazione, ma il valore economico mi pare evidente. Da granata, ho ammirato la prestazione della Juve, trascinata da CR7 e con uno spirito di squadra eccezionale. Spero continuino con questa grinta e ci regalino altre serate come questa».” Finito? No, ci mancherebbe: “A confermare che i gol della Juve si trasformano in valore economico per i locali della città è anche Claudio Ferraro, direttore dell’Epat, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi. «Il principio è che l’entusiasmo trascina, spinge le persone a muoversi e godersi una serata in più fuori, sia i torinesi sia i turisti. Non c’è ancora un dato oggettivo sui ristoranti e bar – dice Ferraro – ma basta passeggiare per accorgersene. È vero che le eccellenze costano ma valgono anche e restituiscono valore».”
Siamo al paradosso assoluto, si arriva a trasformare un semplice passaggio ai quarti di finale dei gobbi in un evento economico per la città ed io, forse, vivo in un’altra città: tutto sto fermento serale torinese, dichiarato niente meno che dall’Epat, non l’ho mai visto e dire che passeggio abbastanza…
Un paradosso congeniale al disegno della sacra famiglia: vogliono toglierci dalla città, vogliono rendere quella che un tempo fu città-fiat in città-juve, arrivando a porre sui gobbi sin’anche una valenza economica comunale, con le scarpe bullonate di Ronaldo al posto delle 127. Son certo non mancherà a breve la cittadinanza onoraria a CR7. Son certo non mancherà a breve l’egida pubblica su tutto che ciò che è gobbo. Un disegno a cui, peraltro, partecipano anche dichiarati tifosi (??) granata.
Ebbene, ne ho le palle piene di questo strapotere mediatico e di palazzo dei gobbi e mi incazzo non sentendo parole di contrasto da parte del mondo Toro.
Noi siamo il Toro. Noi abbiamo costruito la storia del calcio torinese con gli immortali. Noi siamo l’altra faccia di Torino rispetto al potere agnelliano. Noi siamo quelli che han sempre buttato il cuore oltre l’ostacolo.
E mentre il nostro esistere viene oscurato, mentre ci tolgono dalla città, mentre ci defraudano (e se ci riescono sarà per sempre) del Torino Siamo Noi e ci sentiamo dire dai vertici cittadini: “Aiutiamo la Juve a creare un progetto di intrattenimento legato a questo brand fortissimo, una sorta di Mondo Juve ben più grande del museo che c’è ora».”, siamo lì a meramente discutere di 6° o 7° posto…
Personalmente, davanti a questo scempio della nostra storia e del nostro essere, di EL mi frega molto poco.
Invece di limitarci a disquisire di apparizioni europee, confrontiamoci sul come riconquistarci la città, sul come combattere contro i poteri cittadini. E qui non servono Sirigu o Jago, qui serve una società che reagisca a questa volontà pubblica di renderci stranieri nella NOSTRA città.
Facciamo fronte comune in una battaglia che DOBBIAMO combattere; una battaglia CONTRO i gobbi ed i loro lacchè; una battaglia per la NOSTRA SOPRAVVIVENZA in città. Una battaglia che se non viene fatta dalla nostra società, che non ha reagito alla dichiarata pubblica volontà espressa dalla Camera di Commercio di “aiutare i gobbi in un progetto città”, dovrà esser fatta da noi tifosi, uniti e compatti per il futuro del nostro Toro. Questa volta il rischio non è la scomparsa per trauma da fallimento, ma è la scomparsa per indotto comatoso oblio.
Scusate la lungaggine del pezzo… ma quando ti girano c’è vole e, leggendo gli scientemente voluti sproloqui pubblicati sui giornali, mi son girate a mille.


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