Arrestato capo ultrà della Juventus: le accuse


Traffico e spaccio di stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, associazione mafiosa, detenzione abusiva di armi e sequestro di persona a scopo di estorsione. Sono pesantissime le accuse rivolte a trentaquattro persone che sono state tratte in arresto questa mattina al termine di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrattuale Antimafia di Palermo; gli arresti sono stati eseguiti dalla Dia di Agrigento ed in altre Province (Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma) e a finire in manette è stato anche un capo ultrà della Juventus: si tratta, secondo quanto apprende l’Ansa, di Andrea Puntorno, uno dei leader del gruppo ‘Bravi ragazzi’, con precedenti penali già arrestato per droga nel 2012 e poi due anni dopo. Come se non bastasse aveva anche subito una condanna a sei anni e una confisca da 500 mila euro, e gli era stata imposta la sorveglianza speciale perché ritenuto “socialmente pericoloso”.

Quello di Punturno non è un nome nuovo alle forze dell’ordine. L’ultrà juventino già in passato ha avuto diversi problemi con la giustizia.

Secondo quanto rivelato dagli inquirenti, il tifoso della Juventus era in stretto rapporto con Antonio Massimino, boss di Agrigento. Le accuse, da cui è poi scaturito l’arresto, pare siano legate al traffico di droga.


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