Tragedia nel centro sportivo del Flamengo


Erano arrivati a Rio de Janeiro da tutto il Brasile. Il sogno comune era debuttare fra i professionisti del Flamengo. Magari nel mitico Maracanã. Qualcuno aveva già assaporato la felicità di giocare in nazionale. Un incendio all’alba, però, si è portato via la vita di dieci persone, fra cui almeno otto ragazzi del settore giovanile, di età compresa fra i 14 e 15 anni. L’istituto di medicina legale (Iml) di Rio non ha ancora confermata l’identità degli ultimi due corpi. In tre, invece, sono rimasti feriti: uno è in grave condizioni, con ustioni sul 40% del corpo; uno apparentemente fuori pericolo e l’altro sott’osservazione.

DORMITORIO ABUSIVO – I ragazzi si trovavano in uno dei dormitori, una struttura pre-fabbricata del centro d’allenamento del club più famoso del Brasile, quando il rogo è divampato alle 5 di ieri mattina, le 8 in Italia. I vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme nel giro di un’ora. Il centro d’allenamento, conosciuto come Ninho do Urubu – «Il nido dell’Avvoltoio», in omaggio all’animale simbolo della tifoseria – è stato inaugurato nel 2014 ed era considerato uno dei più moderni di tutto il Paese. Situato a Vargem Grande, nella zona ovest della capitale fluminense, è usato sia per gli allenamenti della prima squadra che per quelli delle categorie giovanili. Come spesso accade nei club più organizzati, una parte della struttura era adibita come foresteria per i giovani talenti provenienti da altre città. Secondo le testimonianze di alcuni sopravvissuti, l’incendio sarebbe scaturito in seguito a un corto circuito nel sistema d’aria condizionata. «L’incendio è cominciato nella mia stanza. Devo ringraziare Dio per essere riuscito a scappare», ha spiegato sui social Felipe Cardoso, uno dei giovani superstiti.
«La maggior parte dei compagni non sono riusciti a scappare a causa delle fiamme alte. È stato rapidissimo, non siamo riusciti a chiamare nessuno», ha detto il giovane Samuel in un video. L’incendio ha sorpreso i ragazzi nel sonno. Alcuni hanno provato a rompere le finestre, mentre in tanti si sono salvati semplicemente per il fatto di non essere presenti. Per la mattina, infatti, non era in programma una seduta d’allenamento, così chi vive in provincia di Rio ne ha approfittato per tornare dalla famiglia. A prescindere dalle cause del rogo, le prime notizie indicano gravi mancanze da parte del club.
Il comune di Rio, che ha decretato tre giorni di lutto così come lo Stato, ha fatto sapere che l’area del rogo non aveva l’autorizzazione necessaria per essere edificata. «Nel progetto protocollato, l’area interessata è descritta come un parcheggio. Non risultano ulteriori richieste (da parte del club, ndr) per chiedere la modifica della destinazione d’uso in dormitorio». Nel 2018, era stato inaugurato un nuovo padiglione del centro d’allenamento, prevedendo che proprio la parte colpita dalle fiamme fosse demolita, come spiega la Folha de S.Paulo. Jair Bolsonaro, presidente della Repubblica, si è detto sconvolto, mentre il presidente del Flamengo, Rodolfo Landim, l’ha catalogata come «la più grande tragedia che il club abbia mai vissuto in 123 anni di storia».

I MESSAGGI DEGLI EX – Pelé, Zico, Messi, Neymar e Cristiano Ronaldo, fra gli altri, hanno espresso la loro solidarietà alle famiglie delle vittime, mentre Vinicius Junior, oggi al Real Madrid, e Lucas Paquetá, promessa del Milan, hanno ricordato i loro allenamenti nel vivaio rubro-negro. Storie simili a quelle del portiere Christian Esmério, 15 anni, morto nell’incendio. Aveva destato l’attenzione di club stranieri vestendo la maglia dell’Under 15 della Seleção, come il compagno Arthur Vinícius, il difensore che avrebbe compiuto 15 anni oggi. Nessuno aveva più di 15 anni. Le autorità hanno confermato il decesso di Athila Paixão; Bernardo Pisetta; Jorge Eduardo Santos; Pablo Henrique da Silva Matos; Vitor Isaías; Samuel Thomas Rosa.

Fonte: Il Messaggero


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